Quattro arresti per terrorismo nel casertano

Inchiesta sulla rete di Anis Amri, l’autore della strage al mercato di Berlino

Gli arrestati dell'operazione Mosaico

La polizia, su ordine del gip di Roma Costantino Del Robbio, ha notificato questa mattina il mandato di cattura a cinque stranieri: il palestinese Abdel Salem Napulsi, già detenuto nel carcere di Rebibbia, e quattro tunisini residenti a Napoli e nel casertano- Sono tutti accusati di far parte della rete italiana del terrorista Anis Amri, l’uomo della strage al mercato di Natale di Berlino, l’uomo che il 19 dicembre 2016 si andò a schiantare con un camion sulla folla, uccidendo 12 persone.

Amri venne ucciso 3 giorni dopo fuori la stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, nel milanese, da due poliziotti. Nei mesi successive le indagini portarono all’espulsione di tre dei suoi conoscenti che vivevano in provincia di Latina, ritenuti essere pericolosi per la sicurezza nazionale.

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Oggi si riapre l’inchiesta sulla sua rete, che avrebbe quindi base anche nel casertano. Il membro più noto della banda è Abdel Salem Napulsi, 38enne già recluso nel carcere di Rebibbia. Secondo gli inquirenti si sarebbe addestrato su Internet: il presunto terrorista ha scaricato video di propaganda islamista da YouTube, oltre alle istruzioni per l’uso di carabine ad aria compressa e lanciarazzi del tipo Prg-7, nonché su come modificare alcune armi in commercio.

Gli altri quattro finiti in manette sono i tunisini Akram Baazaoui 32 anni, Mohamed Baazaoui, 52 anni, Dhiaddine Baazaoui, 29 anni, e il 30enne Rabie Baazaoui. A loro la procura di Roma contesta l'associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione dei documenti e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. I quattro avrebbero fatto entrare illegalmente sul territorio italiano un centinaio di connazionali e, dietro pagamento di denaro, fornivano carte d'identità e patenti fasulle per proseguire il viaggio verso Francia e Germania.

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Secondo gli inquirenti Napulsi avrebbe mantenuto dall’Italia contatti diretti con ambienti riconducibili all’Isis, lasciandosi inoltre andare in telefonate intercettate dalla polizia. In una di queste, del 23 agosto scorso, il palestinese si scaglia contro gli infedeli occidentali: "Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, e colpire (mozzare la testa) e avanti un altro", e "Tagliargli la testa e i genitali!".

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