Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Soldi e scarpe firmate per i favori in carcere, arrestati i fratelli Borrata

Mario e Sara avrebbero corrotto l'ex garante provinciale dei detenuti in cambio di una relazione di servizio positiva

Soldi e scarpe Gucci all’ex garante provinciale dei detenuti, Emanuela Belcuore, per ottenere trattamenti di favore in carcere. Questa l’accusa della Procura sammaritana a carico di Mario e Sara Borrata, fratello e sorella di Casal di Principe e figli di un noto esponente del clan dei Casalesi, arrestati per corruzione, ricettazione e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Gionata Fiore, è scaturita da quella dell’ex garante casertana accusata di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, ricettazione di una scheda sim fittiziamente intestata a un soggetto vittima di sostituzione di persona, utilizzo indebito di apparecchi elettronici in carcere. Per tali vicende Emanuela Belcuore ha patteggiato un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa, lo scorso gennaio.

L’attività investigativa, prese le mosse nel 2023 da annotazioni di servizio della polizia penitenziaria del carcere "Francesco Uccella" di Santa Maria Capua Vetere, oltre che dal nucleo investigativo centrale che evidenziavano le ‘simpatie’ che l’ex garante aveva nei confronti di Mario Borrata, condannato all’ergastolo in abbreviato, per l’omicidio di Pietro Capone, suo presunto rivale in amore, assassinato il 14 ottobre 2010 in piazza Marconi ad Aversa. I due, secondo quanto accertato dalla procura sammaritana, avrebbero avuto una relazione e proprio in virtù di questo legame sentimentale, Belcuore si sarebbe adoperata affinché lo stesso recluso ricevesse una relazione di servizio "positiva", facendo pressioni sulla direttrice del carcere e su un magistrato di sorveglianza (pressioni rivelatisi poi infruttuose). In cambio ricevette un paio di scarpe Gucci dalla sorella del recluso, Sara Borrata, titolare di una boutique di lusso.

Non solo scarpe costose, ma anche 1000 euro, furono le utilità che Belcuore percepì dalla congiunta del fidanzato, sua amica. L’ex garante avrebbe poi avvisato il fidanzato killer di una imminente perquisizione in cella in modo da consentirgli di nascondere un cellulare illecitamente detenuto. All’atto della comunicazione d’iscrizione nel registro degli indagati il 5 luglio 2023, Emanuela Belcuore si dimise il giorno dopo dall’incarico di Garante dei Diritti dei Detenuti per la Provincia di Caserta, ruolo che svolse dal 2020. Nonostante il patteggiamento, le indagini sui fratelli Borrata sono proseguite fino all’attuale misura cautelare del carcere per Mario e dei domiciliari per Sara.

“Purtroppo le brutte storie che registriamo nell’ambito carcerario sono quotidiane. La Polizia penitenziaria, come in questo caso, fa di tutto per reprime questi accadimenti, però purtroppo è una battaglia che non sempre porta ai risultati per i quali lavoriamo. C’è un serio problema legato al fatto che via sia una fuoriuscita di informazioni dal carcere all’esterno, e un ingresso di notizie dall’esterno all’interno. Lo abbiamo ripetuto fino alla noia, questo determina un consolidamento delle organizzazioni criminali all’interno del carcere. E’ necessario innanzitutto far sì che, con la tecnologia, si impedisca l’uso delle comunicazioni dal carcere con i telefonini, attraverso esperti del settore. Sono certo che ci siano le competenze per impedire che dal carcere si possa telefonare all’esterno con i cellulari”, ha così commentato la vicenda ai cronisti il procuratore di Santa Maria Capua Vetere Pierpaolo Bruni.

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