Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Droga e cellulari in carcere, operatore sanitario spedito ai domiciliari

Il gip Rossi del tribunale sammaritano ha accolto l'istanza della sostituzione della misura cautelare

Arresti domiciliari per Alessandro Salma, l’operatore socio sanitario di Succivo, in servizio al carcere di Santa Maria Capua Vetere, arrestato il 19 giugno scorso per aver introdotto droga, dispositivi elettronici e telefonini nell’istituto penitenziario, favorendo un detenuto. E’quanto stabilito dal gip Orazio Rossi all’esito dell’udienza di convalida nonostante la richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere avanzata dal sostituto procuratore Domenico Verde.

Il gip sammaritano ha accolto l’istanza di sostituzione della misura cautelare in carcere con la detenzione domiciliare presentata dal legale dell’operatore sanitario, l’avvocato Rosario Avenia. Le manette per Salma sono scattate nell’ambito di una attività congiunta posta in essere dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere d'intesa con la Direzione e con la Polizia Penitenziaria del Carcere di Santa Maria Capua Vetere finalizzata alla repressione della cessione di stupefacenti e all'ingresso di strumenti di comunicazione nella citata struttura carceraria. In tale ambito dapprima sono stati sequestrati un panetto di hashish pari a grammi 98 circa, 39 micro cellulari, 6 smartphone, 1 telefono di colore nero, 5 spine carica batteria completi di cavi Usb e 2 schede sim card. All'esito della successiva attività investigativa, è stato individuato l’operatore socio sanitario, in servizio presso l'istituto di reclusione sammaritano, in quanto sorpreso nell'atto di introdurre in carcere: 40 cavetti Usb, 3 spine carica batteria completi di cavi Usb, 7 auricolari, 4 smartphone, 1 micro smartphone e 2 schede sim card, occultati nel proprio vestiario. L'attività investigativa proseguiva con una perquisizione domiciliare a casa dell'operatore socio sanitario nel corso della quale venivano rinvenuti: 1.200 euro, un micro cellulare, 12 smartphone, 10 spine caricabatterie, 12 cavetti usb, 1 bilancino di precisione.

L’oss con cadenza quotidiana e dietro compenso che si aggirava tra i 1500/2000 euro introduceva il materiale illecito in carcere. La droga veniva ceduta a un detenuto del Reparto Rio, per incentivare la sua florida piazza di spaccio.

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