Cronaca

Voti comprati a 50 euro in cambio degli appalti: l'inchiesta coinvolge anche il vicesindaco

L'indagine della Procura sul sistema per gli affidamenti all'imprenditore 'sostenitore' dell'assessore Marzo. Svelati i rapporti tra politica, imprenditoria e pubblica amministrazione

Voti comprati da imprenditori in favore di politici che poi ricambiano con appalti pubblici. E' questo lo scenario clientelare che emerge dall'inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Armando Bosso e Giacomo Urbano della Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta, che ha portato all'esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare, tutte agli arresti domiciliari.

L'indagine coinvolge anche il vicesindaco

Siamo nel 2021. Nell'ambito di un'inchiesta per spaccio di droga, che coinvolge lo storico esponente del clan Belforte Antonio Rondinone (non indagato in questo procedimento) emerge il suo interesse sulle amministrative del Capoluogo, e in particolare su una possibile candidatura del figlio Gennaro (indagato a piede libero). Da quell'indagine emerge il successivo sostegno fornito da Rondinone a Emiliano Casale, oggi vicesindaco, indagato con lui. Secondo gli inquirenti, Casale avrebbe ottenuto voti in cambio della promessa a Gennaro Rondinone di ricevere affidamenti pubblici nel settore delle scuole comunali.

Rondinone a settembre 2021 - a un mese dalle elezioni - avvia un'impresa individuale e l'anno successivo (settembre 2022) passa all'incasso della 'cambiale elettorale'. In particolare, ricostruiscono i magistrati, Gennaro Rondinone avrebbe ricevuto dall'assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Marzo, finito agli arresti domiciliari, con l'intercessione di Casale, lavori presso la scuola materna di Santa Barbara. 

Voti comprati a 50 euro per l'assessore

Un episodio che si inserisce nell'ambito di un'indagine ampia sui rapporti tra la politica, l'imprenditoria e l'amministrazione comunale. Sotto la lente d'ingrandimento della Procura, c'è l'assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Marzo. Anche lui, per gli inquirenti, avrebbe ottenuto voti in cambio della promessa di futuri lavori pubblici. Tra questi, ci sono quelli affidati alla Green Aedelis di Raffaele Nunziante (indagato a piede libero) per la manutenzione del verde pubblico. In cambio di tale promessa, Nunziante avrebbe comprato voti in favore di Marzo: 50 euro per ogni preferenza. 

I dirigenti indagati

La cambiale elettorale viene puntualmente incassata l'anno successivo quando a Nunziante vengono affidati lavori per il verde a Caserta. Per riceverli, l'assessore Marzo avrebbe interferito con l'ufficio tecnico e in particolare con i dirigenti Franco Biondi, arrestato e finito ai domiciliari, e Luigi Vitelli, quest'ultimo indagato a piede libero. Ai domiciliari anche il dipendente comunale Giuseppe Porfidia, che avrebbe ricevuto da un altro imprenditore arrestato, Gioacchino Rivetti, la ristrutturazione di un immobile nella sua disponibilità ad Alvignano. Domiciliari anche per il dirigente Giovanni Natale. 

Imprenditore prende appalti e compra materiali dall'assessore

Tra le pieghe dell'ordinanza di custodia cautelare emerge anche il ruolo di Rivetti, anche lui agli arresti, che avrebbe ricevuto dal dirigente Natale, sempre con l'intercessione di Massimiliano Marzo, diversi lavori pubblici a Caserta. In cambio Rivetti avrebbe acquistato materiali edili per i lavori pubblici dalla "Edil Marzo", di cui l'assessore è socio al 50% ed è amministratore. 

Gli altri indagati a piede libero

Tra gli indagati a piede libero figurano, inoltre, Magdi Khachermi, staffista dell'assessore Marzo, gli imprenditori Michele Campanile, di Casagiove; Giuseppe Piscitelli, di Valle di Maddaloni; Pasquale Marotta, di Caserta. 

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