Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Lavori gratis e assicurazione in cambio di appalti per 180mila euro. Favori in cambio di voti

I retroscena sull'inchiesta riguardante il Comune di Caserta svelati dalla Procura. Il sistema dello 'spacchettamento' per affidare gli interventi sotto soglia

Un patto tra l’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Marzo, i dirigenti Franco Biondi e Giovanni Natale, il dipendente comunale Giuseppe Porfidia e l’imprenditore Gioacchino Rivetti per spartirsi un ‘pacchetto’ di lavori pubblici del costo complessivo di 180mila euro. Per non destare sospetti e per affidarli sotto soglia i lavori sarebbero stati affidati a piccole porzioni non solo alla Rima di Rivetti ma anche ad altri imprenditori che rientrano tra gli altri indagati a piede libero. Sullo sfondo ‘il mercimonio’ della compravendita di voti.

Sono alcuni dei dettagli resi noti durante la conferenza stampa, svolta in Procura a Santa Maria Capua Vetere, riguardanti l’inchiesta sui lavori pubblici al Comune di Caserta, a firma dei sostituti procuratori Armando Bosso e Giacomo Urbano, che ha visto in manette l’assessore, i due dirigenti, il dipendente infedele e l’imprenditore, tutti ai domiciliari per corruzione e falsità in atti pubblici.

“Si tratta di un’indagine in cui è purtroppo è emerso un conflitto di interessi tra quelli pubblici e privati e che quindi vede sullo sfondo il mercimonio del voto”, ha affermato il Procuratore Capo Pierpaolo Bruni della Procura sammaritana. “Un risultato raggiunto grazie a un attento monitoraggio di collusioni destinate alla gestione di affidamenti di lavori in cambio di promesse o utilità di ogni tipo”, ha aggiunto il sostituto procuratore aggiunto Carmine Renzulli.

“I lavori pubblici che riguardavano la manutenzione del verde pubblico, plessi scolastici e il canile comunale, venivano affidati sottosoglia e porzionati ed eseguiti dall’imprenditore di riferimento dell’assessore. Particolarità è che i lavori finanziati coi fondi pubblici avvenivano antecedentemente all’approvazione delle delibere e poi pagati alle imprese per intero e non in percentuale come avviene di norma. Per giustificare il tutto venivano creati degli atti falsi" ha affermato Manuel Scarso, comandante del comando provinciale dei carabinieri di Caserta.

L’importo totale dei lavori nel mirino dei carabinieri è di 180mila euro. L’indagine è stata avviata nel 2021 in concomitanza delle elezioni amministrative del municipio casertano dove i militari si insospettirono in merito all’acquisto di voti in cambio di promesse o comunque l’esecuzione dei lavori pubblici.

“L’attività investigativa è stata condotta anche grazie all’ausilio di una piattaforma informatica e di accertamenti patrimoniali sulla Edil Marzo di cui era socio l’assessore che era presistente e che fece uno scatto in avanti grazie proprio all’elezione dell’assessore. Il surplus di materiale rivenduto era del 250%. Un costo eccessivo che suscitò non poche lamentele nel settore edile” hanno spiegato il comandante del reparto operativo casertano Salvatore Sferlazza e il comandante del nucleo investigativo Gianluca Gagliotta.

Le utilità che gli indagati erano le più varie come scarichi gratis di materiali edili per ristrutturazioni di abitazioni o anche il pagamento di una rc auto.

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