"La gente devi sgozzarla", così parlava il boss ai suoi 'scagnozzi'

Le intercettazioni hanno permesso di far luce sulle dinamiche criminali che hanno visto protagonista Michele Aria, ex cutoliano ed esponente del clan dei Casalesi

(foto di repertorio)

L’indagine sviluppata dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, cha ha portato all'arresto nei confronti di sette persone affiliate al clan dei Casalesi, ha permesso di far luce sulle più recenti dinamiche criminali che hanno visto protagonista Michele Aria, ex cutoliano ed esponente del clan dei Casalesi nella zona di Teano.

Come emerso dalle investigazioni, sviluppate attraverso attività tecniche di intercettazione, telefonica e telematica, ma anche tramite investigazioni tradizionali, quali appostamenti, pedinamenti e perquisizioni, avvalendosi della collaborazione dei figli Michele jr. e Armando, nonché di Francesco Faella, Paride Corso e Salvatore Salerno, quest’ultimo referente di zona del federato clan Papa, ha estorto a più riprese ad alcuni imprenditori del luogo, in cambio del suo avallo all’esercizio dell’attività economica, il versamento di ratei estorsivi di diverse entità, da somme di 200/300 euro mensili, fino al richiesto ammontare di un terzo dei guadagni.

Per costringere le vittime ad assecondare le continue richieste di denaro, gli indagati si sono resi autori, a vario titolo, di danneggiamenti e molteplici episodi di violenza, come minacce di morte e aggressioni fisiche, anche con armi improprie quali mazze da baseball e altro all’uopo portate con sé. Al fine di rendere più concrete le due minacce, Michele Aria, che si è presentato come “compare di Cutolo”, ha sempre anteposto alle richieste la sua attuale appartenenza al clan dei Casalesi, non omettendo di ostentare la commissione, in passato, di gravi delitti di sangue. “La gente bisogna sgozzarla… Dobbiamo comprare due asce… ti faccio vedere come si stacca la testa alla gente”, ha detto a Paride Corso durante una telefonata intercettata.

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Per le medesime finalità vessatorie, Aria si è proposto anche quale intermediario, tra gli imprenditori e terzi fornitori, per rientrare dei crediti da questi vantati, così esercitando sulle vittime una più intensa pressione. Nel corso delle indagini, sono state accertate ulteriori forme di violenza, sfociate in minacce di morte, aggressioni fisiche e danneggiamenti anche verso altri imprenditori della zona. In questo caso, forte della sua nota appartenenza al sodalizio camorristico casalese, Michele Aria ha agito col concorso di Lorenzo Corbisiero, noto pregiudicato. Terminati gli atti di rito, gli arrestati sono stati associati alle case circondariali competenti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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