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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Casal di Principe

Camorra e appalti, il processo si divide in due tronconi

Il presidente della Terza Sezione Penale ha sciolto la riserva sulla competenza territoriale

Il processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi negli appalti delle Ferrovie dello Stato si ‘spacchetta’ in due tronconi. Una parte rimane di competenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e l’altra parte si innesta presso il tribunale di Napoli.

E’ quanto disposto dalla Terza Sezione Penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal giudice Giuseppe Meccariello che ha sciolto la riserva in merito alle questioni di competenza territoriale eccepite dai legali e su cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissile la questione ed ha trasferito al tribunale partenopeo i relativi atti per competenza.

Il troncone casertano

Per il filone sammaritano quindi permane il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso in capo a Nicola Schiavone, Vincenzo Schiavone, Nicola Puocci, Vincenzo Apicella, Francesco Salzillo, Gennaro Diana, Salvatore Diana, Giancarlo Diana, Vincenzo Diana, Luigi Diana, Mario Diana, Luigi Schiavone, Luigi Schiavone, Fioravante Zara, Mario Zara, Giuseppe Fusco, Luigi Belardo, Angelo Massaro, Antonio Petrillo, Luigi Petrillo. In capo a Vincenzo Schiavone permangono plurimi episodi di estorsione consumata in concorso con Dante Apicella (che ha scelto il rito abbreviato) e di tentata estorsione realizzata in concorso con Marco Falco e Claudio Puocci. Rientrano nel filone sammaritano i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori in capo a Caterina Coppola.

Atti alla Procura di Napoli

Nel filone napoletano rientra il reato associativo per la commissione dei reati fine quali intestazione fittizia, corruzione, turbativa d’asta per il controllo negli appalti anche nei settori "speciali", favoreggiamento, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio aggravati dall’agevolazione mafiosa. Tali reati vengono contestati a Nicola Schiavone, Vincenzo Schiavone, Carmelo Caldieri, Luca Caporaso, Vincenzo Bove, Ciro Ferrone, Carlo Pennino, Pierfrancesco Bellotti, Giuseppe Russo, Massimo Iorani, Paolo Grassi, Nicola D’Alessandro, Leonardo Lo Iacono, Luciano Lo Iacono, Mattia Errico, Francesca Filosa, Luigi Palma, Umberto Di Girolamo, Crescenzo De Vito, Mario Filosa, Stefania Caldieri, Vincenzo Caldieri, Giuseppe Buonvino, Konstandina Balanos, Simone Del Dottore, Debora Scacco, Vincenzo Calà, Francesco Chianese, Matteo Casertano, Giuseppe Febbraio.

Nel corso dell’udienza il presidente del collegio ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per la durata di 6 mesi nei confronti di Luigi Scalzone. Si torna in aula nel mese di dicembre per la rimodulazione delle richieste istruttorie sulla base della rideterminazione dell’oggetto del processo. In tale sede ci sarà la valutazione sulle questioni eccepite dai legali sulle costituzioni di parte civile, non ultima il comune di Casal di Principe.

Nel collegio difensivo, tra gli avvocati impegnati, Giovanni Esposito Fariello,Fabio Gatto, Umberto Del Basso De Caro, Mirella Baldascino, Alfonso Furgiuele, Mario Griffo, Carlo De Stavola, Angelo Raucci, Antonio Ciliberti, Claudio Botti, Mauro Valentino, Ferdinando Letizia, Pasquale Diana, Giuseppe Stellato, Alessandro Ongaro, Antonio Cardillo, Domenico Caiazza, Fabio Segreti, Maddalena Russo, Gianluca Giordano, Carmine Speranza ,Emilio Martino, Lia Colizzi, Carlo Madonna, Vincenzo Maiello, Lucio Cricrì, Michele Riggi.

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