Anziana ostaggio dei Palazzi Cirio: "Sciopero della fame per una visita medica"

L'80enne deve indossare delle calze elastiche per la circolazione. La nuora: "Nessuno vuole offrirle assistenza. Adesso ha le gambe gonfie e rischia una trombosi"

La zona rossa dei Palazzi Cirio

Vuole essere visitata da un medico ed ha iniziato lo sciopero della fame. Protagonista della vicenda una donna 80enne residente ai Palazzi Cirio di Mondragone, dove continuano ad aumentare i casi di Coronavirus ed è stata prorogata la "zona rossa". Una situazione assurda, quella di una donna che, di fatto, si trova ad essere ostaggio in casa sua per l'emergenza sanitaria scoppiata nel quartiere.

A denunciare la vicenda è la nuora della donna, Debora, che spiega a Casertanews: "Mia suocera ha bisogno di assistenza medica. Necessita di indossare delle calze elastiche la mattina e di toglierle la sera. Ha problemi di circolazione, rischia una trombosi". Un'assistenza che sia lei sia il marito, figlio dell'80enne, offrivano fino all'ordinanza che ha, di fatto, chiuso la zona. "Ci hanno detto che se volevamo salire sopra potevamo farlo ma saremmo stati messi in quarantena anche noi - racconta Debora - Va detto che mia suocera è stata sottoposta al tampone ed è risultata negativa". 

A quel punto hanno chiesto aiuto. "Un pomeriggio siamo andati lì ed abbiamo spiegato la situazione ad un militare che era a presidio della 'zona rossa' - prosegue Debora - Ci ha detto che se non fosse salito nessuno sarebbe andato lui appena finito il turno. La conversazione è stata sentita da alcuni volontari della Croce Rossa che si sono offerti di andare sopra. Effettivamente sono andati il giorno dopo ma poi non sono più tornati nei giorni successivi".

In 10 giorni l'anziana avrebbe ricevuto assistenza appena 2 volte: "la seconda dopo che abbiamo minacciato denunce", prosegue Debora. Nel frattempo, il figlio dell'80enne e sua moglie hanno iniziato il giro delle '7 chiese' per risolvere il problema ottenendo come risultato quello di essere rimbalzati da una parte all'altra: "Ci dicono che non è loro competenza e ci rinviano ad altri. Croce Rossa all'Asl che ci dice di chiamare il 118 che dice, a sua volta, che per la patologia della signora serve uno specialista". 

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Intanto la donna ha iniziato lo sciopero della fame. "Stamattina le è arrivato il pacco alimentare - dice ancora Debora - Il primo dopo una settimana perché non risultava censita lì, quando poi le hanno fatto anche il tampone. Ha preso le medicine che le abbiamo inviato ma il pacco alimentare non lo ha voluto. Dice che ha le gambe gonfie e vuole solo essere vista da un medico", conclude Debora.  
 

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