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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Capua

Antropoli in sala operatoria mentre veniva assolto: “La camorra la combatto”

L’ex sindaco dopo la sentenza: “Ero un target politico da colpire”

"Mi hanno messo alla gogna, io la camorra l'ho sempre combattuta". Sono queste le prima parole dell'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli che a CasertaNews commenta il verdetto di assoluzione con formula piena, "perché il fatto non sussiste", dall'accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Accusa da cui sono stati assolti anche i due amministratori locali Marco Ricci e Guido Taglialatela.

In sala operatoria momento del verdetto 

Una sentenza alla cui lettura Antropoli non era presente. Era impegnato infatti in ospedale, a Napoli, in un'operazione chirurgica. La vita dei pazienti prima di tutto. Ma anche il riscatto è importante. Soprattuto per un professionista, ritrovatosi arrestato e ristretto per 7 mesi tra carcere e domiciliari sulla base di un'accusa che ha sempre respinto con forza ritenendola "priva di ogni fondamento". 

"Target politico da colpire"

"Non ero candidato - racconta - Come avrei potuto stringere un patto politico-mafioso? Probabilmente ero un target politico da colpire", evidenzia dopo oltre 3 anni dall'arresto. Ed oggi il verdetto dei giudici gli ha dato ragione: il fatto non sussiste. A Capua non ci fu un patto con la camorra per favorire le imprese di riferimento della fazione Zagaria.

"Messo alla gogna per 3 anni"

Cosa resta? "Mi hanno messo alla gogna, io la camorra l'ho sempre combattuta e continuo a combatterla - dichiara Antropoli a CasertaNews - Non ho mai avuto dubbi sulla giustizia e sulla Corte che ha ascoltato questo processo con grande attenzione. Ringrazio i miei avvocati Mauro Iodice e Vincenzo Maiello per la loro vicinanza non solo professionale ma anche morale. Ringrazio i tanti amici che mi sono stati vicino, oltre alla famiglia e la mia compagna Lucrezia che mi sono stati vicino nei momenti più difficili". 

Le reazioni

Il coordinamento provinciale di Forza Italia Caserta si compiace per l’intervenuta decisione dei magistrati che hanno accertato l’infondatezza delle gravi accuse mosse a Carmine Antropoli nel processo che lo ha visto coinvolto insieme ad altri imputati e del quale mai si è dubitato circa la sua innocenza e la totale estraneità ai fatti criminosi addebitatigli. Si attendeva tale decisione avendo sempre confidato nella magistratura che svolge con obiettività la funzione di accertamento della verità dei fatti per la individuazione dei colpevoli.

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