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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Angela si è svegliata dal coma ma resta in condizioni critiche

E' ricoverata nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale di Caserta

Angela è uscita dal coma. La 28enne di Santa Maria Capua Vetere rimane ricoverata nel reparto di Terapia intensiva all'ospedale di Caserta. La giovane mamma si è svegliata anche se resta in pericolo di vita. La famiglia si è rivolta all'avvocato Raffaele Crisileo per un esposto-denuncia che è stato presentato pochi giorni fa e che ha fatto scattare l'inchiesta da parte della Procura per un presunto caso di malasanità dopo che la donna è stata operata per bypass gastrico da un chirurgo napoletano.

Il ginecologo di Angela, intervistato da "MattinoCinque", ha affermato: "L'ho visitata prima di Natale. A livello ginecologico non c'erano problemi ma le analisi che mi aveva presentato presentavano valori sballati. E le consigliai di contattare il chirurgo perché sicuramente c'erano complicanze causate dall'intervento chirurgico a cui si era sottoposto".

Il medico è coinvolto in due casi che hanno avuto conseguenze tragiche, quelle del 69enne di Santa Maria Capua Vetere Francesco Di Vilio e del 29enne di Caivano Raffaele Arcella.

Anna, sorella di Francesco Di Vilio: "Mio fratello è stato ricoverato per un problema allo stomaco, bisognava rimuovere una membrana. E gli avevano garantito che in pochi giorni avrebbe risolto il problema. Il dottore gli era stato consigliato da un amico medico. Dopo il primo intervento già le cose non stavano andando bene. E' stato sottoposto a un secondo intervento che però non è riuscito perché la sonda non è entrata. Da lì è iniziato il calvario. Quando il figlio è riuscito finalmente a vedere il padre ha capito che la situazione era grave". E aggiunge: "Chiedo giustizia. Perché oggi non si può morire per setticemia quando si può evitare".

Antonio Arcella, padre di Raffaele, il 29enne che morì nel 2019 al Secondo Policlinico di Napoli dopo essersi sottoposto a un intervento di bypass gastrico eseguito sempre dal chirurgo in una clinica a Ottaviano: "Mio figlio subì due interventi alla clinica 'Trusso' e poi fu ricoverato al Secondo Policlinico dove venne eseguito un terzo intervento chirurgico ma Raffaele morì. L'autopsia ha ravvisato che nel corpo di mio figlio era rimasto un pezzo della sonda che aveva lacerato gli organi e provocato un'emoraggia interna". Per la morte di Raffaele è in corso il processo al Tribunale di Nola dove sono imputati per omicidio colposo il chirurgo e altre persone.

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