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Cronaca Santa Maria Capua Vetere

In coma dopo bypass gastrico, parla il papà di Angela: "Dovrà essere operata di nuovo"

Piccoli passi in ospedale: la 28enne lascia la Rianimazione. Mario: "I medici casertani le hanno salvato la vita"

Piccoli passi che lasciano ben sperare. Da un paio di giorni, Angela, la 28enne di Santa Maria Capua Vetere finita in coma dopo una operazione di bypass gastrico, ha lasciato la Rianimazione ed è attualmente ricoverata nel reparto di Chirurgia dei Grossi Traumi sempre all’interno dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Una notizia confermata anche dal papà di Angela, Mario: piccoli passi, visto che, spiega il padre “è vigile e presente a se stessa anche se é immobilizzata a letto con l’applicazione di opportuni drenaggi ed altri supporti. Viene alimentata in via artificiale, perché non vi sono altre possibilità. Queste sono le notizie che i medici hanno comunicato a noi familiari. Insomma é una situazione indescrivibile, pericolosa, angosciante e drammatica”.

"Eravamo contrari all'operazione ma non siamo riusciti a fermarla"

Il pericolo, dunque, non è ancora alle spalle per la giovane mamma di 3 figli, l’ultimo dei quali ha appena 2 anni. “Questi bambini chiedono continuamente della madre ed il padre non sa che dire” aggiunge Mario. "Una vera tragedia. Anche perché il padre é profondamente depresso e si é chiuso in se stesso”. Anche perché la famiglia era contraria all’operazione. “Eravamo tutti contro ad un’operazione del genere sia perché Angela non era un soggetto estremamente obeso (pesava intorno ai 100 kg, ndr) sia perché si trattava di un intervento complesso e particolare. Con una dieta ben fatta poteva tranquillamente dimagrire. Ma lei ha insistito e noi non siamo riusciti a fermarla”.

Angela dovrà essere operata di nuovo

La speranza è che Angela possa riprendersi, anche se i tempi non saranno brevi. “Da quanto mi è stato detto e da quanto ho capito, ero molto emozionato quando ho avuto queste notizie, dovrà subire un ulteriore intervento chirurgico, se non altri, per la ricostruzione dell’esofago e di altre parti dell’intestino o dello stomaco. Senza questi altri interventi Angela non ha alcuna possibilità di rimanere in vita”. Mario è cosciente del miracolo fatto dai medici dell’ospedale di Caserta per salvare la vita alla figlia, ma crede che le nuove operazioni saranno effettuate in un’altra struttura. “Io voglio ringraziare innanzitutto il dottor Alberto D’Agostino per la sua preziosa opera professionale svolta e per la sua generosa umanità, insieme alla sua intera equipe chirurgica e quella del Pronto Soccorso di Caserta, diretta da Diego Paternostro. Così come il gruppo dei medici della Rianimazione e della Terapia intensiva diretta dal dottor Pasquale De Negri. Se non fosse stato per loro, mi creda, lo dico commosso, Angela non sarebbe più qui. Quella notte del 3 febbraio scorso loro capirono immediatamente il problema della setticemia da cui era affetta per cui allestirono immediatamente una sala operatoria d’urgenza con il dottor Francesco Mariano”.

Al vaglio strutture alternative

Il futuro, però, sarà altrove. “Con tutto il rispetto per il nosocomio di Caserta, che ha eccellenti professionisti medici e chirurghi, penso che il nuovo intervento debba essere eseguito presso altre strutture pubbliche superiori, che possono godere del supporto delle strutture, dei mezzi e dell'apporto di altri specialisti sicuramente necessari in caso di probabili complicanze che potrebbero esserci. Penso a strutture come l’Humanitas di Milano, al Policlinico Gemelli di Roma, al Centro esofageo  dell’Università di Padova, al Secondo Policlinico di Napoli. L’avvocato Raffaele Crisileo (che segue la famiglia dopo la denuncia in Procura, nda) ci ha consigliato anche il professore Franco Corcione dell’Università di Napoli che è un luminare nel campo della chirurgia generale. Abbiamo avuto un lungo colloquio col primario D’Agostino che é concorde con noi, anche se non vogliamo perdere il suo preziosissimo contributo e il suo impareggiabile sostegno. Così come quello della direttrice sanitaria Angela Annecchiarico; sono al corrente del suo costante interessamento sulla vicenda di mia figlia. A lei chiedo  una mano per individuare un centro di eccellenza superiore per affrontare quest’altra parte del calvario che mia figlia dovrà subire e speriamo che Dio assista Angela e tutti noi familiari che viviamo nell’angoscia da mesi”.

L'indagine della Procura: "Ci aspettiamo chiarezza"

Sul fronte giudiziario, invece, Mario spiega: “So solo che mio genero (assistito dall’avvocato Gaetano Crisileo, nda) ha depositato una denunzia presso un Ufficio di Polizia Giudiziaria chiedendo di far sequestrare tutte le cartelle cliniche e la documentazione sanitaria, diagnostica e di laboratorio, presso le due strutture dove Angela è stata operata (a L’Aquila e Caserta). So che mio genero è stato interrogato dal magistrato che segue l’inchiesta. Ci aspettiamo che si faccia chiarezza al più presto su questa vicenda attraverso l’accertamento delle eventuali responsabilità che hanno causato questi danni irreparabili alla salute di mia figlia e l’hanno ridotta in questo stato”. Il papà di Angela ha chiesto anche al Ministro della Salute, chiedendo l’invio degli ispettori: “Ho assunto questa forte e decisa iniziativa per far accertare attraverso gli organi competenti se le strutture private in cui é stata operata mia figlia potevano usufruire del supporto dei mezzi, delle attrezzature e dell'apporto necessario in caso di probabili complicanze che invece sarebbero state disponibili presso una qualificata struttura pubblica. Anche per questo ho deciso di parlarne pubblicamente dopo la storia di Angela era diventata di dominio pubblico. Raccontare per evitare che altri drammi come quello che stiamo vivendo possano colpire altre famiglie”.

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