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Venerdì, 22 Settembre 2023
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Consenso non firmato da Angela: così il chirurgo ha falsificato la cartella clinica

Non si sarebbe nemmeno potuto realizzare l'intervento: la clinica non è autorizzata

Consenso informato falsificato ed assenza di una unità riabilitativa post operatoria presso la Clinica Villa del Sole di Caserta. Sono alcune delle circostanze emerse dalle indagini condotte dagli uomini del commissariato di Marcianise coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che hanno portato alla sospensione per un anno dell'esercizio della professione Stefano Antonio Cristiano, chirurgo bariatrico che operò Angela Iannotta riducendola in fin di vita dopo l'impianto di un by pass gastrico.

Il consenso all'intervento apposto dallo stesso chirurgo

Il chirurgo per aggirare l'iter burocratico conseguente al consenso informato in concomitanza dell'intervento del 19 gennaio 2022 di Angela Iannotta appose di proprio pugno la firma della paziente. Dopo un travagliato percorso clinico Iannotta ha disconosciuto la sua firma apposta sul consenso informato. Le indagini dei poliziotti del commissariato marcianisano vennero avviate a seguito della denuncia di Angela Iannotta (difesa dagli avvocati Raffaele Gaetano e Gaetano Crisileo), che era stata operata più volte dall’indagato, e che aveva subito in conseguenza dell’intervento lesioni gravissime che ne avevano messo in pericolo la vita. 

Una nuova denuncia arriva anche dai familiari di Francesco Di Vilio, deceduto a seguito di un intervento effettuato dal chirurgo indagato. In questo caso ovviamente non si può verificare la firma sul consenso all'operazione perché l'uomo è venuto a mancare. Entrambi di Santa Maria Capua Vetere.

Gli interventi non potevano essere realizzati

La Procura ha così affidato un incarico di consulenza tecnica a un collegio di medici specializzati, al fine di accertare le cause delle lesioni gravissime e della morte delle due persone offese. Gli accertamenti del pool di periti ha fatto emergere che la Clinica Villa Del Sole non avesse una unità riabilitativa in difformità delle linee guida SICOB e che pertanto gli interventi a cui sono stati sottoposti i due pazienti non potevano essere realizzati. È stato accertato difatti la condotta negligente e imperita del chirurgo posta in essere anche nel post operatorio. E questa sarebbe stata stata la causa delle lesioni procurate a Iannotta ma anche della morte di Di Vilio. Il chirurgo è accusato di omicidio colposo e di falso in atto pubblico.

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