Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Casal di Principe

Porta l'amico al cospetto del ras dei Casalesi: "Sai che faccio l'usuraio. Mi devi dare 100mila euro"

I soldi pretesi dopo lo 'scioglimento' di una società edile e le auto bruciate 'per errore' alle inquiline da Della Volpe e soci. Fissati gli interrogatori

Un amico di lunga data diventato prima socio in affari e poi strozzino. Sebastiano Iannone, 52enne di Villa Literno, ha portato il suo amico al cospetto del ras dei Casalesi Raffaele Della Volpe per farsi consegnare la somma di 100mila euro: "Lo sai che faccio l'usuraio". 

La società

E' questo il retroscena dell'inchiesta dei carabinieri di Casal di Principe, coordinati dalla Dda di Napoli, che ha fatto luce sul vortice in cui era finito un imprenditore, originario dell'agro aversano e operativo nel settore dell'edilizia in Veneto, per il quale sono state arrestate 5 persone (3 in carcere e due ai domiciliari). 

Per far luce sulla vicenda bisogna fare un passo indietro. La vittima e Iannone erano amici di vecchia data. Nel 2019 decidono di entrare in società avviando una ditta che vende attrezzi per l'edilizia. Nell'affare viene coinvolto anche un terzo imprenditore, che mette a disposizione la società del fratello. Iannone, che secondo quanto riferito dall'amico farebbe lo spazzino, mette il capitale iniziale, circa 45mila euro in contanti, mentre la vittima dell'episodio estorsivo si occupa di procacciare clienti. Gli affari non vanno bene: prima la vittima e poi lo stesso Iannone si tirano fuori dall'affare. Ma l'investitore iniziale pretende la restituzione dei soldi dagli altri due. E li pretende con gli interessi. 

Il 'parente' camorrista all'appuntamento

Così convoca l'amico a casa sua per un caffè. Un appuntamento che presto si trasforma in un incubo. Ad attenderlo, infatti, ci sono - oltre a Iannone - il ras dei Casalesi Raffaele Della Volpe, che sarebbe imparentato con la moglie di Iannone, e altre due persone: Luciano Esposito e Francesco Saverio Pirozzi (tutti e tre finiti in cella). Della Volpe è un personaggio noto negli ambienti criminali. A inizio degli anni 2000 sfida i Casalesi creando un proprio clan attivo nell'area di Aversa. Il tentativo di 'scissione' provoca una guerra di camorra in cui Della Volpe scampa a diversi agguati. A farne le spese è un suo fedelissimo, Nicola Villano detto 'zeppetella', ucciso in un autolavaggio a San Marcellino nel 2001. Così, Della Volpe rientra nei ranghi del clan dei Casalesi, venendo poi condannato e detenuto fino a febbraio 2023, quando torna libero. 

"Mi devi dare 100mila euro"

Comunque sia, le intenzioni di Iannone sono subito chiare. "Mi devi dare 100mila euro. Io presto i soldi con gli interessi e mi devi dare i soldi. Che faccio da te non mi faccio dare i soldi", esordisce.  La vittima ribadisce che quei soldi li avrebbe dovuti versare l'altro socio ma, essendo lui il garante di un "accordo tra galantuomini", si offre di dare 15mila euro per la sua parte, cosa che poi non avrebbe fatto. 

A quel punto interviene Della Volpe: "Tu hai capito io chi sono?", dice alla vittima. Poi la minaccia: "Noi sappiamo tutto di te e delle due ricchezze. Tu devi pagare e basta e dai i soldi a Sebastiano", gli avrebbe ribadito.

Le auto bruciate per 'errore' alle inquiline

Trascorrono i mesi ma la vittima non versa i soldi. Così, si passa all'azione. Per essere più convincenti si recano presso una proprietà della vittima, a Villa Literno, e danno fuoco a due auto, convinti che fossero di sua proprietà. In realtà, le due vetture - una Lancia e una Matiz - sono di proprietà delle inquiline della vittima. Ma il messaggio sembra essere chiaro.

Gli interrogatori

Intanto, il gip Marco Discepolo ha fissato per la giornata del 12 luglio gli interrogatori dei tre indagati finiti in carcere (Della Volpe, Esposito e Pirozzi) assistiti dagli avvocati Gaetano Laiso, Massimo D'Errico e Mario Griffo. Poi toccherà ai due indagati ai domiciliari, Iannone ed Elio Roma. 

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