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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca San Nicola la Strada

Imprenditore ucciso dalla camorra, chiesto il giudizio per 6

Feola fu ammazzato perché era uscito dal cartello del calcestruzzo gestito dal clan dei Casalesi

In sei rischiano il processo per l'omicidio dell'imprenditore di San Nicola la Strada Vincenzo Feola.

I magistrati della Dda chiudono il cerchio sull'agguato di camorra e chiedono il rinvio a giudizio del boss Francesco Bidognetti, ritenuto il mandante dell'omicidio, Nicola Panaro in qualità di esecutore materiale, Giuseppe Misso, ritenuto responsabile di aver fornito le armi ai killer, ed altri tre affiliati al clan dei Casalesi che avrebbero preso parte al fatto di sangue: Cipriano D'Alessandro, Andrea Cusano ed Ettore De Angelis che avrebbero aiutato il commando del clan per individuare la vittima. All'agguato, secondo i magistrati, partecipò anche Michele Iovine, deceduto.

I fatti risalgono al 1992, ben 26 anni fa. Feola giunse nei pressi dell'Appia Calcestruzzi, all'epoca nella zona di viale Carlo III, dove lo attendevano i sicari del clan. Panaro e Iovine si avvicinarono all'auto dell'imprenditore e fecero fuoco crivellandolo con circa 15 colpi di pistola. Feola, ex assessore comunale a San Nicola, fu ammazzato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, perchè aveva deciso di uscire dal Cedic, il consorzio delle aziende di calcestruzzo creato da Bardellino e Schiavone, che in provincia di Caserta aveva il monopolio della fornitura del materiale per l'edilizia e gestiva tutti gli appalti.

L'udienza preliminare è fissata ad inzio febbraio quando il giudice Vecchione deciderà se rinviare a giudizio o meno i sei.

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