Cronaca

Professore picchiato a bastonate: una condanna e due assoluzioni

Non è bastata la testimonianza della ex moglie dell'imputato per evitargli la condanna

Una lite finita in un pestaggio: aggressione, violenza personale, lesioni volontarie e danneggiamento di un'autovettura di grossa cilindrata. Questo il capo d’imputazione di cui rispondevano i fratelli C. e C. P., nonche’ il figlio di C., E. I. T. Stamane udienza decisiva dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, giudice dottoressa Patrizia Iorio. Oggi era prevista la chiusura dell’istruttoria dibattimentale con l’audizione dell’ultimo teste, sentito, su richiesta del difensore di C. P.; richiesta che, nelle scorse udienze, era stata accolta dal Giudice Monocratico Iorio. La teste, la ex moglie di C.P., ha ammesso di aver avuto una relazione con la persona offesa, un professore di educazione fisica di Caserta E. G., che si e’ costituito parte civile in questo processo assistito dall’avvocato Italo Madonna. 

La testimone Maria Luisa Iolli ha risposto a tutte le domande dell’avvocato Francesco Schettino, difensore di C.T.P, proprietario, insieme con il fratello, di un noto mobilificio della zona. Ella ha cercato di smentire  completamente la tesi sostenuta dal professore ed ha detto che lei voleva porre fine alla relazione extra coniugale ma quest'ultimo non aveva accettato la sua decisione e per questo motivo voleva estorcere denaro al suo ex marito C.P.. Poi si e’ sottoposta al fuoco incrociato delle domande del difensore di parte civile. Da ultimo le richieste di condanna per tutti gli imputati da parte del pubblico ministero e a seguire sempre stamane le arringhe dei difensori degli imputati. 

La sentenza è uscita nel pomeriggio: accolta la richiesta dell’avvocato Raffaele Crisileo che ha incamerato una sentenza di assoluzione per il suo assistito B.P. Assolto anche E.I.T.. Tutti e due assolti per non aver commesso il fatti. Invece C.T.P. e’ stato condannato ed ha rimediato nove mesi di carcere. La tesi della sua ex compagna non ha retto. I fatti risalivano a ben quattro anni fa quando la persona offesa, il professore, chiamato per telefono da C.T. con una scusa raggiunse il mobilificio e lì, nel piazzale dell’azienda, subì un vero e proprio pestaggio fatto ai suoi danni cui assistette suo figlio minorenne che era in quella circostanza con lui e che vide la intera scena di violenza inaudita con bastoni e mazze. Un vero e proprio pestaggio ai suoi danni con sbarre di ferro e pugni così riempendo di botte il professore (che riporto’ molte lesioni al corpo) e riducendo a brandelli la carrozzeria della sua autovettura, una BMW di grossa cilindrata. Vero e’ che il professore dovette ricorrere, e per lungo tempo, alle cure dei sanitari del nosocomio casertano e suo figlio ebbe necessita’ di ricorrere ad una terapia psicologica. Oggi con la sentenza si pone fine ad una triste storia.

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