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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Casal di Principe

Arbitro accerchiato e minacciato dopo la partita, arrivano i carabinieri

Due turni a porte chiuse per l'Albanova, dirigente squalificato fino a Natale: ha cercato di picchiare i giocatori avversari

Che batosta per l’Albanova Calcio. La società di Petrillo e della famiglia Zippo dovrà giocare due partite a porte chiuse ed è stata multata di ben 600 euro dopo quanto accaduto in seguito alla contestata partita contro il Mondragone.

La società di Casal di Principe non ha digerito alcune decisioni dell’arbitro e prima alcuni tifosi e poi alcuni dirigenti hanno pesantemente contestato il direttore di gara. Ora è arrivato il Giudice sportivo che ha chiuso lo stadio ‘Angelo Scalzone’ per 2 giornate, con l’impianto di via Vaticale che sarà chiuso ai tifosi già dalla partita di Coppa Italia del 2 ottobre contro il Barano Calcio. Nel provvedimento del Giudice Sportivo viene riportato che “a fine primo tempo, come relazionato del direttore di gara, mentre lo stesso rientrava negli spogliatoi, un sostenitore della Società, entrando dalla tribuna, offendeva e minacciava il direttore di gara”.

Questo nel primo tempo, perché poi quanto è successo a fine partita ha invece del clamoroso: “Mentre l’arbitro rientrava negli spogliatoi, nella zona antistante gli stessi, veniva accerchiato minacciosamente da sostenitori riconducibili alla Società e solo con l'intervento della Security il direttore di gara riusciva a raggiungere lo spogliatoio. Una volta che l’arbitro era entrato nello spogliatoio, sostenitori riconducibili alla Società cercavano di entrare nello spogliatoio e grazie all'intervento dei Carabinieri presenti, i sostenitori non sono entrati nello spogliatoio ma gli stessi reiteravano le minacce. Terminato tale avvenimento, dopo poco ancora una volta il sostenitore che alla fine del primo tempo aveva minacciato ed offeso il direttore di gara, tentava di nuovo di entrare nello spogliatoio, reiterando nei confronti del direttore di gara le minacce e le offese”.

La terna arbitrale una volta uscita dagli spogliatoi “veniva scortata all'auto e una folla di sostenitori, tra i quali i dirigenti, tifosi e calciatori della società, offendevano e minacciavano ripetutamente la terna, incuranti della presenza della forza dell'ordine. Solo grazie alla scorta dei Carabinieri, la terna riusciva a lasciare l'impianto. Inoltre, a fine gara venivano lanciate sul terreno di gioco bottiglie di plastica e rotoli di nastro da parte dei sostenitori della società”.

Per questo motivo quindi anche in considerazione, “non solo delle gravi omissioni in cui è incorsa la società sulla vigilanza ma anche del comportamento non collaborativo dei dirigenti della stessa” il Giudice sportivo ha disposto che “le prossime due gare casalinghe della società siano disputate a porte chiuse”.

Squalificato fino a Natale il dirigente della squadra di Casal di Principe Antonio Cocco per “comportamento sleale, scorretto, antisportivo, aggravato dalla qualifica rivestita, come segnalato dal primo assistente, veniva allontanato in quanto lo stesso dopo reiterato proteste, fuori usciva dall'area tecnica e proferiva all'assistente frasi ingiuriose e minacciose. Dopo il fischio finale il Cocco rientrava sul terreno di gioco e minacciando, cercava di colpire i giocatori della squadra avversaria, non riusciva nel tentativo perché fermato dai dirigenti della stessa società”.

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