Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Le lacrime degli agenti in carcere: "Abbiamo eseguito gli ordini"

La rivelazione della garante dei detenuti Belcuore sugli agenti colpiti da misura: "Dopo visita Draghi stessi problemi di ogni giorno"

Un momento della conferenza stampa

Si sono pentiti e tra le lacrime hanno ammesso di "aver eseguito ordini". E' questo il racconto fatto dalla garante provinciale dei detenuti Emanuela Belcuore che nei giorni scorsi ha incontrato alcuni degli agenti della polizia penitenziaria finiti al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito dell'inchiesta sui pestaggi avvenuti nella casa circondariale "Francesco Uccella" il 6 aprile del 2020. 

Gli agenti si pentono dietro le sbarre

"Gli agenti della polizia penitenziaria ristretti al carcere militare hanno avuto un pentimento e si sono lasciati andare anche ad una reazione emotiva - ha spiegato Belcuore nel corso di una conferenza stampa indetta in provincia - Qualcuno è anche scoppiato a piangere". Gli agenti colpiti da misura cautelare "sono in forte stato di agitazione e ci hanno detto di aver agito per paura, di temere possibili aggressioni da parte dei detenuti". 

Uno di loro, riferisce la garante, quel giorno era a casa ed è stato richiamato in servizio per quella che doveva essere una perquisizione straordinaria, un altro erano 20 anni che non entrava in un reparto. Richiamati, equipaggiati con caschi e manganelli e gettati nella mischia della mattanza. "Siamo stati braccia", hanno riferito alla garante ma "i colpevoli veri sono i mandanti. Bisogna capire se chi ha dato quell'ordine fosse preposto a farlo", commenta la garante. 

Il racconto dei detenuti

Non solo gli agenti arrestati. La garante ha ascoltato dalla viva voce dei reclusi il racconto di quell'orrore. "Pochi giorni dopo il mio insediamento (giugno 2020 nda) uno di loro si alzò un labbro e mi mostrò un dente rotto - racconta Belcuore - A Santa Maria Capua Vetere quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Il giorno della mattanza i detenuti sono stati perquisiti all'interno delle celle poi portati in saletta ricreativa e picchiati. Qualcuno di loro avrebbe subito anche perquisizioni anali su cui sono in corso ulteriori accertamenti". 

Il caso trasferimenti

Nel corso della conferenza Belcuore ha fatto anche il punto sulla situazione dei trasferimenti di 47 detenuti che "hanno o non hanno denunciato le percosse ma che c'erano il 6 aprile 2020". Ieri l'incontro con il Procuratore Capo Maria Antonietta Troncone che ha confermato "di aver segnalato la necessità di trasferire quei detenuti ma non a 600 chilometri di distanza. Tra i 47 c'è chi è finito a Perugia, L'Aquila ma anche chi è stato tradotto in Calabria o all'Ucciardone di Palermo. Per questo il 3 agosto - fa sapere Belcuore - insieme agli altri garanti saremo a Roma dal capo del Dap Petralia per chiedere chiarimenti su questi trasferimenti che hanno ripercussioni enormi sui detenuti e sulle loro famiglie". 

La visita di Draghi e Cartabia

La garante ha poi dedicato un passaggio alla visita del premier Draghi e della Ministra Cartabia. Una visita che "non è stata una passerella", ha evidenziato Belcuire ma alla quale "mancavano i veri protagonisti: i detenuti ed i loro familiari che non hanno potuto parlare con Draghi". In occasione della visita "tutto è stato pulito ma già il giorno dopo sono tornati i problemi di sempre, dall'elettricità a intermittenza all'acqua".

Le carenze di organico

Carenze strutturali che si aggiungono a quelle di organico con molti agenti che "sono costretti a sostituirsi ad altre figure. Basti pensare che a Santa Maria Capua Vetere su 11 educatori ne sono in servizio appena 5, meno della metà. Così come serve un sostegno psicologico anche agli stessi agenti. Occorrono più garanzie per tutto il mondo penitenziario", conclude Belcuore.  

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