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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Detenuto per 1165 giorni in condizioni "inumane e degradanti": 50enne risarcito

Il magistrato di sorveglianza ha disposto un indennizzo di oltre 9mila euro per la mancanza di acqua potabile in carcere

Condizioni inumane e degradanti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Per questo un detenuto casertano, di 50 anni, ha ottenuto un indennizzo di 9320 euro disposto dal magistrato di sorveglianza Clara Chirico che ha accolto il reclamo proposto dal difensore dell'uomo, l'avvocato Nello Sgambato. 

Ad avvisto del magistrato, il 50enne avrebbe subito "condizioni detentive inumane e degradanti", almeno nel primo periodo di detenzione, da novembre 2012 a gennaio 2013 e da gennaio 2017 a marzo 2020, a causa della carenza "costante di acqua potabile. Nella relazione trasmessa dal penitenziario, infatti, emerge come ai detenuti non sia stato "sempre garantito l'accesso all'acqua potabile" a causa di guasti all'impianto e del superamento dei valori previsti per la potabilità dell'acqua. 

Non basta la fornitura in bottiglia fornita (circa 2 litri al giorno) che sarebbe, ad avviso del magistrato, "non sufficiente a far fronte a tutte le esigenze dell'essere umano, essendo un quantitativo appena idoneo a ricoprire il fabbisogno giornaliero di un adulto per dissetarsi". La condizione, evidenzia il magistrato, è mutata nel marzo 2020 quando la razione di acqua è raddoppiata, per via del Covid. 

Di qui il risarcimento di 8 euro al giorno per ciascuno dei 1165 giorni subiti in condizioni "inumane" per un totale di 9320 euro. 

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