Cronaca

Arsenico nell'acqua: spunta una tesi di laurea di 10 anni fa

La denuncia dei Medici per l'Ambiente: "Monitoraggio della rete idrica". Il ministro Costa torna a Caserta, Moronese punta il dito contro chi non ha controllato

I rilievi dei carabinieri

Spunta anche una tesi di laurea con uno studio sulla presenza di arsenico nei pozzi della zona ex Saint Gobain, tra Caserta e San Nicola la Strada. Siamo nel 2008 e la questione dell'avvelenamento dell'acqua viene messa nero su bianco nell'elaborato di Giovanna Corona, sannicolese e biologa, oggi residente a Roma. 

A tirare fuori l'elaborato sono i medici per l'Ambiente della provincia di Caserta, l'organizzazione presieduta da Gaetano Rivezzi. "La situazione venuta fuori dall'inchiesta della Procura della Repubblica - dice Rivezzi - E' stata denunciata dai Medici per l'Ambiente 10 anni fa dopo la tesi di laurea della dottoressa Corona. Queste sostanze, soprattutto arsenico e cadmio, sono cancerogene ad accumulo nell'organismo umano. Anche a piccole dosi provocano un danno per donne in età fertile e bambini. Noi spesso le abbiamo ritrovate anche nell'acqua potabile perché le condotte e infrastrutture della potabilità (non solo batteriologiche) non sono a circolo chiuso. Alla luce del lavoro della Procura noi chiediamo un monitoraggio allargato ai metalli e solventi".

Intanto sul sequestro dei 12 pozzi è intervenuto anche il ministro all'Ambiente Sergio Costa che ha spiegato come: "questa operazione ci dimostra ancora una volta di più che ambiente e salute devono camminare insieme. La vera prevenzione è vivere in un ambiente sano e tutelato. Per questo con il ministro Giulia Grillo stiamo lavorando a un coordinamento tra i nostri ministeri, per realizzare la vera prevenzione primaria: intervenire sui fattori ambientali nocivi, prima che facciano ammalare". Costa ha annunciato di essere a Caserta e Napoli lunedì prossimo per fare "il punto sul Patto d’azione per la Terra dei Fuochi siglato il 19 novembre".

La senatrice casertana Vilma Moronese punta il dito sui resposabili. "Il sequestro dei pozzi avvenuto tra Caserta e San Nicola La Strada deve far riflettere tutti su quanto non possiamo permetterci di abbassare la guardia nell'area della Terra dei Fuochi. Il ritrovamento della cava e dei pozzi inquinati dalle attività trentennali della Saint Gobain hanno tirato fuori una situazione su cui si doveva intervenire già dal 2010. A questo punto la domanda è "chi sono i nostri assassini?". Siamo purtroppo di fronte all’ennesimo attentato alla salute e alla vita dei cittadini, e spero che questa volta si possano trovare i colpevoli - dice Moronese in una nota -  L'arsenico ritrovato in un pozzo è risultato essere 850 volte maggiore rispetto ai valori previsti dalle norme - continua Moronese - , numeri catastrofici come giustamente ha ricordato la Procura, e che io invece vorrei ricordarlo a chi aveva l'onere e il dovere di vigilare su queste aree negli anni passati. Tutto quello che è stato fatto alla nostra terra viene restituito a noi sotto forma di morte e malattie, spesso incurabili. Chi doveva bonificare quei territori? Come è stato possibile destinare questi siti ad area residenziale senza una bonifica? Chi doveva vigilare ed agire? E dopo tutto ciò è incredibile che c'è ancora chi oggi nega l'esistenza della Terra dei Fuochi.

Abbiamo le istituzioni regionali preposte al controllo e alla bonifica di quei siti che non svolgono il proprio dovere. Dobbiamo invece ringraziare le unità operative del Nucleo ecologico di Caserta e del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Caserta e alla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere per il suo incessante ed ineccepibile lavoro. Auspico che presto si possa arrivare a comprendere chi sono i colpevoli di questa drammatica situazione e punirli secondo legge. Già nel 2017 mi sono interessata dell’inquinamento di alcuni pozzi proprio in quell’area, precisamente nel Comune confinante di San Marco Evangelista. In questi giorni tornerò sull’argomento per fare un punto di aggiornamento con le autorità competenti. Ora vogliamo i responsabili. C'è tanta rabbia dietro queste parole - conclude Moronese -, perchè prima di essere una senatrice, ci tengo a specificarlo, sono figlia di questa terra. La mia Terra, per la quale lotto da anni e che a sua difesa mi vedrà sempre in prima linea".

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