Accusato dal boss pentito, imprenditore assolto anche in Appello

Di Lauro è stato detenuto per 2 anni e mezzo per le infiltrazioni del clan nell'area Pip

Il boss Antonio Iovine tra i principali accusatori dell'imprenditore

Assoluzione bis per l'imprenditore di San Cipriano D'Aversa Ferdinando Di Lauro accusato dal boss pentito dei Casalesi Antonio Iovine, alias O 'Ninno, per turbativa d'asta con l'aggravante del metodo mafioso. La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha confermato la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado dal giudice Luigi D'Angiolella del Tribunale di Napoli Nord scagionando Di Lauro dalle accuse. 

Ferdinando Di Lauro venne coinvolto nell'inchiesta della DDA di Napoli sugli appalti truccati nella realizzazione dell'area PIP del Comune di Aversa riconducibili al clan dei Casalesi, fazione Iovine. Per i magistrati della Dda di Napoli tra il 2007 ed il 2011 grazie alle 'amicizie in odor di camorra' nel Comune di Aversa, Di Lauro sarebbe riuscito ad aggiudicarsi l'appalto da 21 milioni di euro proprio per la realizzazione dell'area Pip. Grazie alle accuse di Antonio Iovine per Ferdinando Di Lauro nel 2016 si aprirono le porte della casa circondariale di Secondigliano da cui non fu semplice uscire. Infatti l'imprenditore sanciprianese tra carcere e detenzione domiciliare ha trascorso in stato di reclusione circa 30 mesi.

Le accuse per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e la turbativa d'asta aggravata dal metodo mafioso che lo portarono sul banco degli imputati non ressero al dibattimento con il processo che si concluse il 22 ottobre 2018 con l'assoluzione piena di Di Lauro. Il giudice Luigi D'Angiolella del Tribunale di Napoli Nord pronunciò la sentenza di assoluzione dell'imprenditore di San Cipriano accogliendo la tesi dell'avvocato Ferdinando Letizia scagionandolo così con formula piena 'perché il fatto non sussiste'. Il pm della Dda Arlomede chiese una condanna a tre anni di reclusione per la sola turbativa d'asta richiedendo poi già in sede di requisitoria l'assoluzione di Di Lauro per l'accusa di associazione camorristica.

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Presentato ricorso in appello dalla Dda di Napoli per il solo reato di turbativa d'asta aggravata dal metodo mafioso, la  Seconda Sezione della Corte di Appello di Napoli ha accolto la tesi dell'avvocato Ferdinando Letizia confermando così l'assoluzione per Ferdinando Di Lauro.

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