Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Blitz di tecnici e polizia municipale, scoperti lavori abusivi: scatta il sequestro

Riscontrate anomalie sugli interventi ad un immobile: scatta il sequestro

Lotta all'abusivismo del Comune di VIlla di Briano. Il responsabile dell'Area tecnica-vigilanza, Silvio Luigi Cecoro, ha infatti firmato l'ordinanza di sospensione dei lavori abusivi in via Kruscev a Villa di Briano. Nei giorni scorsi infatti (precisamente l'8 giugno) c'è stato un sopralluogo dei tecnici insieme alla polizia municipale per valutare degli interventi (dopo una concessione edilizia e poi successivamente una concessione in sanatoria) per la realizzazione di un edificio. Solo che sono emerse delle discrepanze sul progetto visto che ad esempio al posto dei balconi praticamente l'area è stata 'chiusa' con una parete di 10 metri mentre al piano rialzato al contrario è stato costruito un balcone non presente nel progetto. Per questo motivo è stata ordinata la demolizione delle opere abusive entro 90 giorni.
La proprietaria potrà comunque eventualmente appellarsi al Tar della Campania (o al Presidente della Repubblica) per far valere le proprie ragioni.

C'è una sentenza molto importante soprattutto per le concessioni in sanatoria, ma in particolar modo per l'annullamento del titolo abilitativo. Il Comune deve obbligatoriamente motivare la sua decisione, assumendosene tutte le responsabilità. È arrivato a questa conclusione il Consiglio di Stato, che con la sentenza 8/2017 ha affermato che l’esigenza di combattere l’abusivismo edilizio deve essere bilanciata dalla tutela dei diritti acquisiti.

Secondo i giudici, quando un Comune rilascia un titolo abilitativo in sanatoria deve condurre degli accertamenti preventivi, verificando che la presenza del manufatto sanato non vìoli l’interesse pubblico e che la documentazione presentata per la richiesta della sanatoria sia completa e veritiera.

Se commette degli errori che lo portano a rilasciare una sanatoria quando invece avrebbe dovuto negarla, non può semplicemente revocare l’atto emesso anni prima. Per farlo deve dimostrare la presenza di un interesse pubblico “leso” e rispondere degli errori di valutazione. 

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