Piscina abusiva, stangata dal Tar per l'imprenditore Spezzaferri

L'ex presidente dell'Aversa Normanna dovrà demolire la struttura: condannato a pagare anche oltre 4mila euro di spese

L'imprenditore Giovanni Spezzaferri, ex presidente dell'Aversa Normanna

Dopo 4 anni di battaglie legali l'imprenditore Giovanni Spezzaferri, ex presidente dell'Aversa Normanna, deve dire addio alla sua piscina e non solamente dovrà demolirla ma dovrà anche sborsare oltre 4mila euro da destinare al Comune di Aversa. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale è del 2016 quando Spezzaferri chiese al giudice del Tar di annullare l'ordinanza firmata dal dirigente Stefano Guarino che aveva ad oggetto "l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale della piscina" di 440 mq e lo "sgombero da persone e da cose delle opere abusivamente realizzate e del terreno". Secondo Spezzaferri l'ordinanza non doveva essere firmata dal dirigente bensì dal sindaco e poi sarebbe stata costruita su una particella di terreno diversa da quella indicata nell'ordinanza. 

Per il giudice del Tar però il ricorso "deve ritenersi infondato" perché "l’atto in esame non rientra in alcun modo tra quelli di competenza del sindaco" non trattandosi di "un’ordinanza contingibile ed urgente". Pertanto, "del tutto legittimamente l’atto in esame è stato adottato dal dirigente preposto al settore di competenza". E poi entrando nel dettaglio "l'ingegnere Cesaroni ha accertato che la piscina (unitamente alla copertura) e la recinzione dell’area risultano completamente poste sulla particella di proprietà comunale".

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Per questo motivo Spezzaferri dovrà pagare le spese di lite in favore dell’Amministrazione resistente (2.000 euro oltre accessori come per legge) oltre alle spese di verificazione liquidate in complessivi 2.207,03 (per onorario) oltre accessori di legge e 30 euro per le spese.
 

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