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Il ristorante Amico Bio

Il ristorante Amico Bio

Abusi al ristorante davanti all'Anfiteatro, l'imprenditore respinge le accuse

Secondo la sua versione le autorizzazioni erano state concesse dalla Soprintendenza

Ha respinto le accuse il titolare di Amico Bio, il ristorante a due passi dall'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, finito sotto processo per alcuni abusi.

L'imprenditore ha sviscerato tutte le accuse al centro del processo a suo carico. In primis la vicenda della copertura delle canne fumarie che, secondo la sua versione dei fatti (confermata anche da alcuni funzionari della Soprintendenza) sarebbe stata concordata proprio con l'organo di controllo dei beni paesistici. Inoltre, tale copertura non sarebbe nemmeno in difformità con il progetto Tenda di Spartaco, approvato in via definitiva ma rimasto, di fatto su carta.

Il ristoratore, difeso dall'avvocato Gennaro Caracciolo, ha poi parlato della mancanza di agibilità per il locale di cui però lui era solo concessionario. Anzi, sarebbe stato lo stesso imprenditore ad effettuare tutte le opere per ottenere i certificati da parte della Soprintendenza. Infine, la questione pergolato - ormai da dirsi superata - in quanto la struttura esterna era mobile e quindi, alla luce delle ultime disposizioni normative regolare. Il processo riprenderà a metà febbraio. 

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