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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Teverola

Abusi edilizi sul terreno della chiesa, il Comune nega gli atti e viene condannato al Tar

Il diniego da parte dell'Ente per "un'indagine" della Procura. Disposto l'accesso ai documenti entro 30 giorni

Atti negati al Capitolo Cattedrale di Aversa per una "indagine" in corso. Questa la motivazione con cui il Comune di Teverola ha negato alcuni documenti su un terreno di proprietà dell'Ente ecclesiastico sul quale sarebbe stati realizzati, da terzi, manufatti abusivi per i quali ci sarebbe stata un'ordinanza di demolizione. La vicenda è finita dinanzi ai giudici dell'ottava sezione del Tar Campania, presidente Alessandro Tomassetti, che ha accolto il ricorso del Capitolo Cattedrale e disposto al comune di consentire l'accesso agli atti richiesto. 

L'istanza di accesso era stata respinta sul presupposto che "è in atto una attività d’indagine" e che "la richiesta può essere (avanzata) nei modi e nelle forme previste dalla normativa vigente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord". Ma secondo il Capitolo Cattedrale la richiesta di estrazione di copia da un lato sarebbe riferita ad "atti dell’amministrazione comunale che non hanno nulla a vedere con eventuali atti di indagine della magistratura inquirente" e, dall’altro, strettamente correlata "al diritto di difesa da esercitare avverso l’ordinanza di demolizione e ciò è vieppiù evidente nel caso di specie in cui il soggetto che avrebbe edificato i manufatti abusivi è un terzo estraneo anche al contenzioso di rilascio". 

Per i giudici, "l’esistenza di un’indagine penale non implica, di per sé, la non ostensibilità di tutti gli atti o provvedimenti che in qualsiasi modo possano risultare connessi con i fatti oggetto di indagine. La sottrazione al diritto di accesso, una volta accertata la finalità di carattere difensivo – come senz’altro pare doversi ammettere nel caso di specie – è relativa agli atti per i quali è stato disposto il sequestro e quelli coperti da segreto istruttorio, con la conseguenza che gli atti posti in essere da una pubblica amministrazione nell'ambito della sua attività istituzionale sono atti amministrativi, anche se riguardanti lo svolgimento di attività di vigilanza, controllo e di accertamento di illeciti, e rimangono tali pur dopo l'inoltro di una denunzia all'autorità giudiziaria". 

Sulla scorta di tali motivazioni, i giudici hanno accolto il ricorso disponendo l'accesso di copia della documentazione richiesta entro 30 giorni e condannando il Comune al pagamento delle spese di giudizio per 1000 euro oltre accessori, come per legge. 

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