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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca Marcianise

Droga dei Belforte, imputati parlano in aula e si difendono

Nel corso dell'udienza dinanzi al gup Vinciguerra si assiste al fronte comune dell'alibi della dipendenza

Tossicodipendenza come alibi. E’ quanto accaduto nel corso dell’udienza celebrata con rito abbreviato dinanzi al gup Giovanni Vinciguerra del Tribunale di Napoli a carico dei 25 indagati nell'inchiesta per lo spaccio di droga per i Belforte a Milano.

Sotto processo sono finiti Giulio Angelino, Cristian Michele Barbieri, Gianpaolo Barbiero, Giovanni Buonanno, Antimo Bucci, Giacomo Colella, Lucia Cozzolino, Yudi Patricia Cubilla, Giuseppe Di Gaetano, Francesco Edattico, Carmine Farro, Francesco Ferrari, Caterina Iuliano, Pasquale Merola, Giovanni Moretta, Giovanni Porzio, Salvatore Raucci, Edoardo Rocchi, Anna Russo, Antonietta Russo, Antonio Russo, Emanuela Russo, Giuseppe Giacomo Salzillo, Raffaele Sellitto e Antimo Zarrillo.

Alcuni indagati hanno reso spontanee dichiarazioni chiarendo di essere “tossicodipendenti”. E' stata lo loro versione comune. Francesco Edattico si è sottoposto ad esame ed ha chiarito la sua estraneità dal ruolo di organizzatore.

Gli indagati sono gravemente indiziati dei reati di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, facente capo al clan denominato “Belforte” o anche detto “Mazzacane”. Alcuni avrebbero commesso, inoltre, estorsioni, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico. In particolare avrebbero cercato di combinare un falso matrimonio tra un cittadino italiano ed una cittadina straniera previo compenso, con lo scopo di far ottenere il permesso di soggiorno e successivamente la cittadinanza italiana. Infine, c'è l'accusa di oltraggio alla giustizia, perché Giovanni Buonanno avrebbe minacciato reiteratamente Claudio Buttone, collaboratore di giustizia, utilizzando nei confronti della persona offesa l’influenza criminale e la conseguente condizione di assoggettamento omertoso derivante dalla organizzazione camorristica denominata “clan Belforte”.

Tale condotta veniva posta in essere al fine di indurre lo stesso Buttone a rendere false dichiarazioni nell’ambito del dibattimento che si stava svolgendo dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Napoli in relazione all’omicidio di Andrea Biancur, nel quale Giovanni Buonanno era imputato. Nell’aprile scorso erano state 28 le misure cautelari (16 in carcere, 7 agli arresti domiciliari e 5 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) eseguite dalla Compagnia Carabinieri di Marcianise in seguito ad un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento cautelare è stato fondato sugli esiti dell’attività d’indagine, protrattasi da agosto 2017 a gennaio 2021, eseguita dai Carabinieri della Stazione di Marcianise sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. In tale ambito, le diverse attività investigative hanno consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, composto da soggetti dediti alle citate attività illecite, che ha concretizzato una florida attività di spaccio di sostanze stupefacenti, gestito dal clan camorristico ivi operante, ben noto come “clan Belforte o Mazzacane”.

Le attività dell’associazione dedita all’attività di spaccio di sostanze stupefacente, prevalentemente di tipo “cocaina”, erano consumate principalmente a Marcianise, per poi estendersi nei comuni limitrofi, fino a far gravitare i propri interessi criminali anche a Milano, trafficando ingenti quantità di cocaina. Nel corso delle indagini, espletate mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché servizi di osservazione controllo e pedinamento e attività di riscontro, è stato possibile ricostruire l’organigramma del sodalizio, la sua struttura – evidenziando una precisa distribuzione di ruoli e compiti tra i partecipi – nonché di individuare diversi “acquirenti stabili” di stupefacente, riuscendo a identificare complessivamente 71 indagati. Si torna in aula nel mese di dicembre per l’esame di altri indagati.

Nel collegio difensivo gli avvocati Nicola Musone, Francesco Liguori, Alessandra Silvestri, Giulia Mancini, Carmen De Meo, Pasquale Acconcia, Francesco Virgone, Alberto Brazzi, Vincenzo Strazzullo, Ettore Traini, Alberto Beltrami, Giuseppe Foglia, Guglielmo Ventrone, Angelo Raucci, Salvatore De Blasio, Carmine Somma, Marco Natale, Gabriele Amodio, Angelica Ruggiero, Alfredo Sorbo, Andrea Piccolo.

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