Cronaca

Pentito di camorra 41enne si suicida impiccandosi con i lacci delle scarpe nel carcere di reclusione di Carinola

Carinola - "Ieri mattina intorno alle ore 08.30 ennesimo suicidio per impiccagione dietro le sbarre del Carcere di Reclusione di Carinola (Caserta). Un detenuto del circuito A.S. si è tolto la vita nonostante il personale in servizio abbia messo...

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"Ieri mattina intorno alle ore 08.30 ennesimo suicidio per impiccagione dietro le sbarre del Carcere di Reclusione di Carinola (Caserta). Un detenuto del circuito A.S. si è tolto la vita nonostante il personale in servizio abbia messo in atto tutti i tentativi del previsto protocollo che regola tali eventi". Lo rende noto il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. Si tratta di Angelo Ferrara, 41 anni, collaboratore di giustizia. Alle 11 di ieri mattina gli agenti della Polizia penitenziaria lo hanno trovato a terra, esanime, coi lacci stretti intorno al collo. Sul corpo, secondo i primi rilievi, nessun segno di colluttazione. La salma è stata trasferita presso il dipartimento di medicina legale dell'ospedale di Caserta, dove sarà effettuata l'autopsia disposta dal magistrato di turno.
"Ancora un segnale - spiega nella nota il segretario nazionale del Sappe Emilio Fattorello - dell'assoluta emergenza e disagio in cui si vive nelle carceri, in particolar modo nell'Istituto di Carinola che affronta la predetta emergenza in assoluta carenza organica del personale di Polizia Penitenziaria, pur gestendo, in campo nazionale, il più alto numero di detenuti ristretto con "fine pena mai ". Le condizioni detentive presso la Casa di Reclusione di Carinola potrebbero sicuramente migliorare se l'attuale popolazione detenuta ivi ristretta, fruirà del nuovo padiglione in costruzione e di prossima apertura, anziché ricorrere alla fantasiosa sorveglianza dinamica aumentando così la popolazione detenuta rispetto a quella attuale, come è successo già nell'Istituto penitenziario di Avellino. Questi tragici eventi che comunque pongono fine ad una vita di un essere umano sono registrati unicamente come numeri statistici da dare in "pasto alle cronache" dimenticando gli aspetti drammatici che pongono fine ad una vita umana.- Purtroppo noi operatori delle forze dell'ordine con specifici compiti Istituzionali nel settore, siamo costretti a portare avanti una conta drammatica con la quale si palesa tutto il fallimento del sistema penitenziario nazionale.- Per dovere di coscienza è arrivato il momento che queste denunce non le facciano solo "loro", ma anche noi tutori dell'ordine e fedeli servitori dello Stato".

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