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Saviano: 'A Pescopagano Stato e' colpevolmente e completamente assente'

Castel Volturno - Post pubblicato sul proprio profilo facebook dallo scrittore casertano Roberto Saviano: "A Pescopagano, una frazione di Castelvolturno in cui la convivenza tra comunità italiana e africana è sempre più problematica, due ragazzi...

Post pubblicato sul proprio profilo facebook dallo scrittore casertano Roberto Saviano: "A Pescopagano, una frazione di Castelvolturno in cui la convivenza tra comunità italiana e africana è sempre più problematica, due ragazzi ivoriani sono stati gambizzati. La reazione: auto incendiate, distruzione. Si è rischiato di ripetere la tragedia che abbiamo vissuto con la morte di Jerry Masslo nel 1989. La tragedia che abbiamo vissuto con la strage di Castelvolturno e quei sei ragazzi ghanesi innocenti massacrati nel 2008 dall'ala stragista del clan dei casalesi guidata da Giuseppe Setola.
Tragedie già vissute e annunciate in un territorio dove lo Stato è assente. Dove lo Stato è colpevolmente e completamente assente.Inutile scegliere da che parte stare. Inutile ormai ragionare sulle parti sane e quelle criminali della comunità italiana e africana. Qui ci sono solo vittime. Vittime dell'abbandono, vittime della politica codarda che per una manciata di voti crede sia più efficace criminalizzare piuttosto che creare condizioni di vita dignitose.
Cosa aspettiamo? Che si uccidano tra loro? Che il problema si risolva con lo sterminio reciproco? Non accadrà. Il Governo a Castelvolturno deve intervenire.Il Governo, apparentemente libero dalla zavorra xenofoba della Lega Nord, deve comprendere che l'Italia è un paese di immigrazione e che bisogna dare dignità agli immigrati. Deve comprendere che dignità per gli immigrati significa dignità per gli italiani. Perché da un lato c'è il timore per i propri spazi invasi, dall'altro la consapevolezza di essere disprezzati. Da un lato c'è impotenza, dall'altro la certezza che lavorando onestamente il massimo che si può ottenere è essere sfruttati per i lavori più massacranti.

E intanto i nostri padri ci raccontano del litorale domizio come una terra un tempo idilliaca. Un paradiso che nelle ore di riposo dal lavoro ci si affettava a raggiungere oppure, finita la scuola, in sette nella Cinquecento dell'amico con la patente.Ora quel paradiso si è trasformato in un lager per bianchi ricchi e neri ricchi. Un lager per bianchi poveri e neri poveri. Un lager per bianchi onesti e neri onesti. Un lager per bianchi criminali e neri criminali.
Un inferno che tutto livella: non esistono più onesti e disonesti, solo anime dannate. A Castelvolturno tutti uguali, a condividere lo stesso inferno. Un inferno di cui lo Stato non vuole sapere niente.Lo sguardo, sempre voltato dall'altra parte".

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