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Sesso di gruppo in case di appuntamento dove si prostituivano brasiliane residenti nel casertano: due denunce

Caserta - Nell'ambito dell'articolata attività di contrasto al fenomeno della prostituzione nella provincia beneneventa, i carabinieri della Stazione di Telese Terme a conclusione di attività di indagini già avviate nello scorso mese di ottobre...

Nell'ambito dell'articolata attività di contrasto al fenomeno della prostituzione nella provincia beneneventa, i carabinieri della Stazione di Telese Terme a conclusione di attività di indagini già avviate nello scorso mese di ottobre dai militari della Compagnia di Cerreto Sannita (BN), hanno denunciato per favoreggiamento della prostituzione due persone, un 31enne, titotare di una agenzia immobiliare del centro termale ed un 66enne titolare di una struttura "bed and breakfast".
L'attività condotta ha evidenziato che nonostante i precedenti interventi dei militari nel centro termale erano ricominciate le segnalazioni di cittadini presso la locale Stazione Carabinieri e presso il centralino della Compagnia di Cerreto Sannita circa la presenza di case d'appuntamento. In modo particolare, segnalazioni provenienti da mogli gelose e preoccupate per la presenza di avvenenti donne, in prevalenza sud americane, dedite all'attività di meretricio in alcune abitazioni. A queste si aggiungevano le segnalazioni anche di parte di condomini che lamentavano andirivieni anche a notte fonda di uomini spesso ubriachi che accedevano presso gli appartamenti dove veniva esercitata la prostituzione da parte di donne brasiliane che attraverso inserzioni su siti internet pubblicizzavano massaggi erotici. I militari a seguito appostamenti serali e notturni hanno effettivamente rilevato un intenso e sospetto afflusso di persone, scovando a Telese Terme in via Anterria una casa d'appuntamento con due donne brasiliane di 42 anni, una residente nel savonese e l'altra di professione modella residente a Parigi. Facendo accesso all'appartamento hanno identificato un cliente, 42 enne, sposato, imprenditore napoletano in compagnia delle due brasiliane una di questa già contrallata nel precedente blitz. Per il cliente, che prima ha cercato di minimizzare la presenza nell'abitazione riferendo di impropabili terapie fisioterapiche, l'unica preoccupazione è stata di non far sapere alla moglie del particolare controllo. I militari al termine delle indagini hanno appurato che l'appartamento in uso alle due donne come casa di prostituzione è di proprietà di una 39enne originaria di Caserta che aveva dato mandato per la locazione al titolare di una agenzia immobiliare del centro termale, il quale però lo aveva affittato sembra all'insaputa della proprietaria, tra l'altro senza valido contratto di locazione. Per tale motivo il titolare dell'agenzia immobiliare è stato segnalato all'A.G. per il reato prevista dalla Legge Merlin che sanziona chi concede in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione e o tollera la presenza di persone dedite alla prostituzione. Analoga sorta è toccata al 66enne titolare di un bed and breakfast in zona periferica a ridosso tra Solopaca e Telese, il quale, abitante nello stessa struttura ricettiva, aveva concesso in locazione un appartamento a due avvenenti brasiliani una 40enne, sposata, residente a Santa Maria a Vico (CE) l'altra 34enne residente a Curti (CE) che esercitavano l'attività meretricio. Al momento del controllo dei militari una delle due donne per sfuggire all'identificazione si è nascosta in un armadio. Le modalità di contatto dei clienti sono risultati sempre le stesse, il preliminare contatto telefonico o via mail, in cui veniva richiesto e pattuito il tipo di prestazione gradita con un tariffario variabile da un minimo di 80 euro ad un massimo di 500 euro per una intera notte con due donne. Nel corso dei controlli è stato rinvenuto materiale pornografico, sex-toy, profilattici e sexy lingerie. Le donne dagli accertamenti svolti sono risultate nella valle telesina, alcune da diversi mesi, segno evidente che il mercato del sesso non conosce crisi. Infatti il giro d'affari è risultato subito agli inquirenti di notevole portata, per incassi oscillanti da un minimo di 300 euro sino a 1.200 euro al giorno. Le quattro donne, dopo gli accertamenti di rito, sono state proposte per l'irrogazione del foglio di via obbligatorio.

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