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Inchiesta Dda sulla sanita' casertana, pentito Pirozzi disegna geografia spartizioni tra politica e camorra

Caserta - Un altro pentito tira in ballo l'ex sindaco di Roma nell'inchiesta sugli appalti negli ospedali casertani. Il nome di Gianni Alemanno compare nell'ordinanza di custodia cautelare notificata a 11 persone nell'ambito dell'indagine. Secondo...

Un altro pentito tira in ballo l'ex sindaco di Roma nell'inchiesta sugli appalti negli ospedali casertani. Il nome di Gianni Alemanno compare nell'ordinanza di custodia cautelare notificata a 11 persone nell'ambito dell'indagine. Secondo il collaboratore di giustizia Giuliano Pirozzi, del clan camorrista dei Mallardo, «dopo le elezioni del 2010 la politica della Regione Campania iniziò un vero e proprio valzer per le nomine delle poltrone della sanità. Il nostro gruppo politico facente capo a Massimo Grimaldi, consigliere regionale del Nuovo Psi - sostiene Pirozzi - venne interessato alle nomine; in particolare, venne segnalata da Nicola Pagano (ex sindaco di Villa Literno, ndr) a Massimo Grimaldi l'opportunità di far inserire qualche dirigente vicino a noi». Secondo queste dichiarazioni, Grimaldi «rispose a Pagano che erano già stati presi impegni con le segreterie nazionali ed in particolare per l'Asl di Caserta era Gianni Alemanno che aveva segnalato quale direttore generale dell'Asl il dottor Paolo Menduni, mentre per l'ospedale San Sebastiano di Caserta Nicola Cosentino impose un uomo di sua fiducia nella persona del dottor Francesco Bottino». Il gip Isabella Iaselli scrive ancora: «Pirozzi precisa che Gianni Alemanno si interessava della sanità casertana su sollecitazione di Angelo Polverino», il consigliere regionale della Campania del Pdl destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Io camorrista, mi interessavo delle nomine in Regione». Nell'interrogatorio del 13 giugno, il pentito Giuliano Pirozzi -ritenuto particolarmente attendibile perché «a differenza di altri, ha iniziato a parlare da libero, presentatosi spontaneamente» - dà il racconto che dovrà essere verificato dai pm. «Ero molto legato all'ambiente politico, anche casertano. Avevo rapporti con Nicola Pagano, ex sindaco di Trentola Ducenta, con Massimo Grimaldi, consigliere regionale del nuovo Psi, con Nicola Cosentino. Avevo ottimi rapporti con Sebastiano Ferraro e suo fratello Angelo, ero vicino al presidente Caldoro, in quanto intimo amico di Francesco Mallardo, assessore alla Provincia di Napoli (all'epoca della giunta Cesaro, ndr), al quale Caldoro ha fatto da testimone di nozze (Caldoro e gli altri politici indicati risultano estranei all'inchiesta, ndr)». Continua Pirozzi: «Ero aggiornato sulle vicende della sanità regionale e mi interessavo di tutte le nomine pubbliche della Regione: dei vari dirigenti delle Asl, del turismo, dell'ambiente, dei trasporti e vari enti. Nel contempo ero affiliato al clan Mallardo. Ero la leva di collegamento tra la politica e la camorra».

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