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Terra dei fuochi: arrestato in flagranza mentre brucia rifiuti speciali. Sequestrata azienda del polo nautico di Villa Literno

Villa Literno - Il personale forestale appartenente al Gruppo di Lavoro "Terra dei fuochi", coadiuvato dai Comandi Provinciali di Caserta e di Napoli e dal Comando Stazione di Castel Volturno, in stretta collaborazione con la Procura della...

Il personale forestale appartenente al Gruppo di Lavoro "Terra dei fuochi", coadiuvato dai Comandi Provinciali di Caserta e di Napoli e dal Comando Stazione di Castel Volturno, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli Nord, ha proceduto ad arrestare in flagranza di reato un soggetto, intento a smaltire illegalmente rifiuti speciali, mediante accensione di un "rogo tossico". Gli operatori, a seguito di una segnalazione pervenuta da una pattuglia forestale impegnata nell'attività interministeriale di mappatura dei terreni agricoli della Regione Campania, intervenuti in loco, procedevano prontamente a bloccare all'interno di un'azienda, sita in tenimento del Comune di Villa Literno (Caserta), l'autore dell'illecito mentre il fuoco divampava e nell'aria si sprigionava un fumo scuro, dall'odore acre e nauseabondo. Al momento della verifica, il fermato risultava essere comproprietario e marito della titolare di una ditta operante nel settore nautico. In particolare, i forestali, coordinati e diretti dal Comm. C. Scudieri Marilena e dal Comm. C. Alvino Pietro, responsabili operativi del Gruppo di Lavoro CFS "Terra dei Fuochi", accertavano che l'uomo aveva utilizzato un accendino di colore blue per appiccare il fuoco, con l'evidente scopo di disfarsi dei rifiuti industriali prodotti durante la fase di produzione.

L'abbruciamento avveniva all'interno di un contenitore in ferro, costituito da una gabbia delimitata da tre pannelli forati in lamiera, colmo di scarti di lavorazione, riconducibili all'annessa attività dell'opificio.Grazie all'intuito investigativo, non sfuggiva ai forestali intervenuti che la combustione si alimentava più agevolmente per mezzo dell'aria che passava attraverso le diverse fessure laterali dei pannelli e sul fondo del contenitore, per cui era evidente che la tipologia costruttiva del contenitore stesso faceva ritenere che tale attività fosse abilmente preorganizzata, consueta e continua.I materiali in combustione, venivano opportunamente caratterizzati dal personale dell'ARPAC di Caserta e risultavano essere costituiti da residui di legno, trucioli e listelli ammassati unitamente a pannelli verniciati, imballaggi metallici ed imballaggi di plastica.Sul posto, inoltre, erano presenti anche due dipendenti della falegnameria, escussi a sommarie informazioni testimoniali nell'immediatezza del fatto. Schiaccianti le dichiarazioni rese da uno dei due: "è stato il proprietario ad appiccare il fuoco?.con un accendino?gli avevo detto di non farlo!" Dunque, anche l'accendino, consegnato spontaneamente dall'arrestato alla P.G. operante, veniva posto in sequestro.
Ed ancora??sull'area del piazzale, attiguo al contenitore in cui si sprigionava il rogo, si rinveniva un cassone scarrabile, quasi pieno per la sua capacità di contenimento, costituito da rifiuti urbani indifferenziati, scarti di legno, plastica, carta e cartone, oggetti ferrosi, rifiuti elettromagnetici; un cumulo di imballaggi metallici, costituiti da barattoli vuoti di vernice, solventi ed altri materiali utilizzati per l'attività e diversi sacchi di segatura: il tutto selvaggiamente posto alla rinfusa, manchevole dei dovuti accorgimenti previsti dalla legge.L'opificio veniva posto sotto sequestro in quanto privo di qualsivoglia autorizzazione per l'esercizio dell'attività: registro di carico e scarico, contratto di smaltimento di rifiuti, piano prevenzione incendi, modello organizzativo aziendale ed altro.Pertanto, D.C. di anni 45, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che ha preziosamente supportato gli operatori forestali in tutte le fasi dell'indagine, veniva tratto in arresto per il delitto di combustione illecita di rifiuti, mentre la titolare dell'azienda, D.A. di anni 43, veniva denunciata a piede libero per smaltimento illegale di rifiuti.

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