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Imprenditori del calcestruzzo facevano da spia per segnalare al clan Belforte le imprese da taglieggiare: 4 arresti

San Nicola la Strada - Nel corso della notte, ad epilogo di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un' O.C.C.C., emessa dall'Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale partenopeo...

Nel corso della notte, ad epilogo di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un' O.C.C.C., emessa dall'Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale partenopeo, nei confronti di: Minutolo Franco, di Gennaro, 47 anni di San Nicola la Strada, imprenditore; Minutolo Sebastiano di Gennaro, 45enne di San Nicola la Strada, anch'egli imprenditore; Pontillo Angelo, 52enne di Capodrise con precedenti per usura, imprenditore; Trombetta Luigi di Marcianise affiliato al clan Belforte, detenuto per altri reati di camorra. Tutti sono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal fine di agevolare l'organizzazione di stampo mafioso denominata clan Belforte, detti I Mazzacane, attiva in Marcianise (Caserta), Caserta e nei comuni limitrofi.

Le indagini sono state suffragate da attività tecniche e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Gerardi Antonio, Cuccaro Domenico, Froncillo Michele, Aveta Pasquale e, più di recente, Buttone Bruno, i quali, o per essere stati protagonisti diretti delle vicende delittuose in questione o per avere ricoperto ruoli apicali o comunque di assoluto rilievo all'interno del clan Belforte, hanno svelato le connivenze tra alcuni imprendiotori del settore della produzione e della commercializzazione di calcestruzzo, i citati germani Minutolo ed il socio Pontillo Angelo, ed il clan dei Mazzacane.
"E' stato appurato - è scritto in una nota stampa diffusa dalla Questura di Caserta - come i fratelli Minutolo e Pontillo Angelo, all'epoca dei fatti proprietari della società CO.CEM s.r.l. di Caserta, attiva nel settore del calcestruzzo, pur non essendo inseriti stabilmente nella struttura organizzativa del citato sodalizio camorristico, nel corso degli anni, avevano fornito ad esso un concreto, consapevole e significativo apporto per agevolare il perseguimento delle sue illecite finalità, segnalando ai vertici del clan le opere edilizie avviate sui territori soggetti alla sua influenza criminale e, quindi, gli imprenditori da sottoporre ad estorsione, fungendo poi da intermediari e collettori delle tangenti per conto dei Belforte e, riguardo al solo, Pontillo anche per il contrapposto clan dei Piccolo, alias I Quaqquaroni. Peraltro, al fine di mascherare contabilmente il pagamento delle tangenti, gli stessi fornitori di calcestruzzo provvedevano ad emettere fatture per operazioni inesistenti in favore delle ditte delle vittime, "gonfiando" i costi rispetto alle effettive forniture di calcestruzzo, per consentire la creazione di "fondi neri" destinati al pagamento delle estorsioni. Per la loro disponibilità, il clan ripagava i citati imprenditori consentendogli di non pagare "il pizzo" e "consigliando" alle ditte estorte di rivolgersi a loro per le forniture di calcestruzzo"."Con il tempo - continua il comunicato stampa della polizia - "il sistema" era divenuto così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività si rivolgevano "spontaneamente" ai fornitori di calcestruzzo contigui al clan, affinché gli indicassero i referenti dell'organizzazione che dovevano contattare per "mettersi apposto", assumendo poi l'incarico di raccogliere i ratei estorsivi. Le indagini, inoltre, hanno permesso di ricostruire anche una serie di condotte estorsive poste in essere dagli emissari del clan Belforte, tra i quali Trombetta Luigi, con l'intermediazione dei citati imprenditori: in particolare quella relativa alla realizzazione del "Centro Commerciale Campania", per la quale la ditta appaltatrice fu costretta a versare una tangente di 450 mila euro, divisa tra i Mazzacane ed il clan Zagaria, ed a concedere opere in subappalto in favore delle imprese di riferimento dei clan; nonché le vessazioni subite da un imprenditore di Caserta impegnato nella realizzazione nel capoluogo di un complesso residenziale di 24 appartamenti ed alla costruzione di quattro capannoni industriali a Maddaloni (CE)".

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