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Uccisero una guardia giurata durante una rapina: arrestati gli autori dell'efferato omicidio commesso nel 2005

Casal di Principe - I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, al termine di una complessa attività d'indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere...

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, al termine di una complessa attività d'indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno individuato e arrestato due pregiudicati, ritenuti responsabili dell'omicidio della guardia giurata Sammarco Nicola, commesso il 05.06.2005 a Casapesenna. L'efferato delitto venne consumato nel corso di un tentativo di rapina; la vittima, che aveva appena concluso una vigilanza, venne bloccata per strada a bordo dell'autovettura di servizio e attinta da colpi d'arma da fuoco, decedendo poco dopo in ospedale. Nell'ambito della medesima attività investigativa venivano scoperte varie rapine a distributori di benzina dell'agro aversano.
I due arresti sono stati emessi nei confronti di Melucci Mario (misura cautelare degli arresti domiciliari) e Garofalo Costantino (custodia cautelare in carcere), ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con il collaboratore di giustizia Ziello Gaetano, dei reati di omicidio volontario di tentata rapina, commessi in Casapesenna il 5 giugno 2005 in danno della guardia giurata Sammarco Nicola di Mondragone.
"La guardia giurata - è spiegata in una nota a firma del procuratore aggiunto Raffaele Capasso - viaggiava a bordo dell'autovettura dell'istituto di vigilanza Lavoro e Giustizia, per raggiungere il luogo in cui espletava il servizio di vigilanza, unripetitore di compagnia telefonica, quando veniva intercettato e bloccato, in via Giglio, nelcentro di Casapesenna, dagli odierni indagati e dallo Ziello, i quali, con i volti coperti dapassamontagna, prima lo minacciavano, allo scopo - come si sarebbe appreso dopo - diimpossessarsi della sua pistola di ordinanza, poi lo raggiungevano con vari colpi d'arma dafuoco, allorché il Sammarco tentava di reagire. La guardia, malgrado ferito gravemente, aveva continuato a guidare l'auto fino a Villa Literno, ma, li giunto, si era fermato agonizzante. Era poi morto, la mattina dopo, presso l'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era stato trasportato.

Circa un mese prima, e precisamente il 2 maggio 2005, il Sammarco era già stato oggettodi altra rapina, durante la quale gli erano state sottratte, sotto la minaccia di un fucile a pompa e di una pistola, l'auto e la radio di servizio, nonché l'arma in dotazione (una Beretta cal. 9 x 21). A detta del collaboratore di giustizia Ziello, era stato il suo gruppo a mettere a segno anche tale rapina: la pistola rapinata in tale occasione al Sammarco era proprioquella con la quale lo stesso sarebbe stato ucciso il mese dopo.
Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia hanno trovato conferma in riscontri oggettivi eindividualizzanti, consistiti, tra l'altro, negli esiti dell'attività di intercettazione, telefonica e ambientale, svolta nell'ambito della intelligente ed efficace attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

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