12 ARRESTI Il ruolo chiave delle donne per i colpi negli appartamenti

Vedette, 'palo' e autiste della banda che ha colpito 17 volte in pochi anche a Caserta

È finito in manette nella giornata che, tragicamente, ha di fatto concluso le indagini sulla banda di topi d’appartamento responsabili di 17 tra furti e rapine tra Caserta, Napoli e Salerno. Salvatore Salvati è, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, il vertice del gruppo criminale arrestato questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Caserta, con 12 persone finite in manette (6 in carcere e 6 ai domiciliari).

Un’associazione a delinquere con base tra i quartieri napoletani di Pianura e del rione Traiano, ma che operava praticamente in tutta la Regione. Al vertice, come detto, c’era Salvati: il 44enne finì in manette il 7 novembre scorso dopo il colpo al parco ‘La selva’, tra Caserta e San Nicola la Strada. Nella serata del giorno precedente, nel tentativo di rincorrere il quarto componente della banda, il vice brigadiere dei carabinieri Emanuele Reali venne investito da un treno nei pressi della stazione ferroviaria di Caserta. Salvati secondo l’indagine era il delegato a gestire proventi illeciti dell'associazione ed a e suddividerli fra gli affiliati, oltre a dare direttive su ruoli e compiti agli altri membri.

Stretto collaboratore di Salvati e organizzatore delle attività era Pasquale Reale. È il 33enne infatti a occuparsi del reperimento dei telefoni (con utenze fittiziamente intestate), degli arnesi atti allo scasso, nonché di noleggiare o acquisire la disponibilità delle autovetture utilizzate per la commissione dei furti. Partecipa inoltre, come Salvati, all'esecuzione dei furti e gestisce direttamente i rapporti con il ricettatore cui vendere i gioielli provento dei reati.

Salvatore Esposito, Salvatore Garofalo, Cristian Pengue e Pasquale Attanasio partecipavano all'associazione con compiti essenzialmente limitati alla materiale esecuzione dei furti, alternando il ruolo di materiale esecutore a quello di "palo".

Ruolo importante era anche quello di Anna Artuso e Tiziana Di Biasi, mogli rispettivamente di Reale ed Esposito: entrambe partecipano attivamente all’organizzazione, in particolare ‘recuperando’ mariti e complici al termine dei furti e come ‘palo’, oltre a ‘visitare’ prima dei colpi gli appartamenti nel mirino. In particolare le due si appostavano come vedette per rintracciare appartamenti da colpire, suonando ai campanelli per capire se vi erano persone all’interno.

Patrizio Salvati, Pasquale Iorio, Marco Scamardi e Rocco Tomaselli, pur essendo estranei al contesto associativo, hanno partecipato alla commissione di diversi furti in abitazione, evidenziando elevata professionalità, spregiudicatezza e propensione a delinquere.

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