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Terremoto giudiziario, appalti truccati e camorra all'Asl di Caserta: 11 arresti tra cui Polverino, Bottino e la famiglia Grillo

Caserta - Terremoto giudiziario a Caserta. 11 persone sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta su appalti riguardanti la Asl di Caserta. Le misure cautelari hanno avuto come destinatari politici, manager dell'Asl e imprenditori in...

Terremoto giudiziario a Caserta. 11 persone sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta su appalti riguardanti la Asl di Caserta. Le misure cautelari hanno avuto come destinatari politici, manager dell'Asl e imprenditori in riferimento alle specifiche posizioni, i reati di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti, "avvalendosi del metodo mafioso e, comunque, al fine di agevolare l'associazione camorristica (sodalizi "Belforte di Marcianise e "dei Casalesi", nonché quello di corruzione".
In particolare gli arresti hanno riguardato il consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino, l'ex direttore generale dell'Asl Caserta e attuale direttore dell'Azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano Francesco Bottino, il direttore amministrativo dell'Asl Giuseppe Gasparin, il patron della Cesap (azienda del settore delle pulizie) di Marcianise Angelo Grillo, ex consigliere comunale della Margherita, assieme al figlio Roberto (anch'egli ex consigliere comunale Pdl), l'altro figlio Giuseppe e il nipote Giuseppe fu Francesco; Isaf Gabraj, albanese, 42 anni domiciliato a Capua. Solo per loro il pm ha contestato l'associazione a delinquere di stampo camorristico. Gli indagati sono: Lazzaro Luce, Pasquale De Feudis, Antonio Pascarella, Antonio Rinaldi, Ranieri Fiore. L'indagine - secondo indiscrezioni - pare abbia preso avvio dalle rilevazioni di un collaboratore di giustizia di Marcianise, un ex boss locale, che avrebbe fatto luce su una serie di vicende da tempo al vaglio degli investigatori.

Sotto la lente degli investigatori l'aggiudicazione di gare d'appalto per la gestione dei servizi di pulizie nelle strutture sanitarie locali. In particolare, le vicende relative all'affidamento, «senza una regolare gara d'appalto», del servizio di pulizie ad una azienda che si ritiene vicina al sodalizio "Belforte", «nonché nell'arbitraria proroga per ulteriori tre anni del contratto in questione, proroga avvenuta un anno e mezzo prima della naturale scadenza del contratto. Quando poi la stessa ditta veniva colpita da interdittiva antimafia, l'incarico veniva revocato soltanto dopo sei medi dalla comunicazione del provvedimento restrittivo». Successivamente, «a seguito della revoca l'appalto passava, per i successivi tre anni, a una ditta riconducibile, secondo la ricostruzione accusatoria, al sodalizio "dei Casalesi"». Alla scadenza di quest'ultimo appalto, l'imprenditore avrebbe tentato in ogni modo di aggiudicarsi nuovamente la nuova gara utilizzando una ditta con sede nell'Italia settentrionale.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Napoli Isabella Iaselli. I personaggi coinvolti nell'inchiesta, secondo il gip Iaselli, avrebbero svolto nella presunta turbativa d'asta diversi ruoli. Giuseppe Gasparin, in qualità di presidente della commissione per l'aggiudicazione della gara d'appalto, avrebbe favorito la ditta del clan; Angelo Polverino in qualità di consigliere regionale di maggioranza;avrebbe dato indicazioni; Antonio Rinaldi in qualità di rappresentante legale della procedura d'appalto della ditta Co.Iocoop; Fiore Ranieri in qualità di amministratore unico della ditta Co.Io.coop; Pasquale de Feudis in qualità di gestore della stessa; Lazzaro Luce in qualità di amministratore unico della società Derichebourg multiservizi spa; Antonio Pascarella nella qualità di rappresentante legale della procedura d'appalto della società Derichebourg; i Grillo in qualità di gestori di fatto; Isac Gabraj in qualità di autore materiale ed esecutore delle condotte ispirate dai Grillo.

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