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Omicidio dell'87: due custodie cautelari nel clan Belforte

Marcianise - C'erano anche il numero due del clan Belforte di Marcianise (Caserta), Salvatore Belforte, e un altro elemento di vertice della cosca, Raffaele Della Volpe, nel commando che uccise, nell'aprile dell'87, Raffaele Viciglione, detto...

C'erano anche il numero due del clan Belforte di Marcianise (Caserta), Salvatore Belforte, e un altro elemento di vertice della cosca, Raffaele Della Volpe, nel commando che uccise, nell'aprile dell'87, Raffaele Viciglione, detto "passaguai", affiliato al clan Letizia-Piccolo, che all'epoca si contrapponeva ai Belforte. A loro i carabinieri hanno notificato in carcere un'ordinanza di custodia cautelare per quell'efferato omicidio ordinato per vendetta.

Il movente, secondo gli investigatori, riguardava la volontà di vendetta da parte deivertici del clan Belforte per un caso di "Lupara Bianca" relativo a Giuseppe Buttone, avvenuto il 17.03.1987, in cui lo stesso Viciglione sarebbe stato coinvolto. Particolarmente cruente furono le modalità dell'omicidio. Infatti, i killer, giunti sul posto a bordo di due moto, dopo aver colto di sorpresa la vittima all'interno dell'agenzia automobilistica "Gaglione", sita alla via Torre aMarcianise, dove si trovava in compagnia di un altro affiliato al clan Piccolo, Felice Napolitano,esplosero al suo indirizzo numerosi colpi di arma da fuoco con armi automatiche, uccidendosul colpo Viciglione e ferendo ad un braccio il Napolitano che nel frattempo era riuscito araggiungere un nascondiglio ed a rispondere all"azione di fuoco ferendo ad un femore BelforteSalvatore.
L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguite nei confronti di Salvatore Belforte, classe 60, capo dell'omonimo clan egemone nel territorio di Marcianise, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Milano Opera; Raffaele Della Volpe, classe 60, pregiudicato, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Parma. La ricostruzione dei fatti, è stata possibile anche grazi alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: Simone Luigi, Froncillo Michele, Lucariello Orlando e Buttone Bruno, quest'ultimo testimone oculare dell'omicidio.

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