Operazione della Dda: sequestrati 120 milioni di euro a societa' di distribuzione carburanti della famiglia Cosentino [video]

Casal di Principe - I carabinieri del Reparto Operativo di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione stamane ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del locale Tribunale, del valore...

 

I carabinieri del Reparto Operativo di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione stamane ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del locale Tribunale, del valore di 120milioni di euro e che riguarda alcune società e 142 distributori di carburanti, dislocati sul territorio nazionale.
Il provvedimento è stato adottato dal gip di Napoli in un'inchiesta nella quale si ipotizza il reato di concorrenza illecita e si indaga su episodi di estorsione e concussione finalizzati a favorire l'attività degli impianti di distribuzione di carburante gestiti dalla famiglia Cosentino, con l'aggravante del metodo mafioso grazie all'amicizia con il clan di camorra dei Casalesi.
"L'indagine - è spiegato in una nota stampa della Procura di Napoli a firma Giuseppe Borrelli - svolta dal 2011 ad oggi e che ha già portato all'emissione di ordinanze nei confronti di 13 persone lo scorso 3 aprile, tra cui Nicola Cosentino, giàparlamentare della Repubblica, ed i suoi fratelli Giovanni ed Antonio, amministratori protempore delle società di famiglia, ha consentito di ricostruire l'illecita attività di gestione di distribuzione carburanti svolta dalle società "Aversana Petroli" ed "IP Service",cui sono interessati i predetti fratelli Cosentino. Gli indagati, con il concorso di dirigentipubblici, funzionari Regionali e del Comune di Casal di Principe, nonché con la complicità difunzionari della società petrolifera Kuwait Petroleum Italia (Q8), due dei quali destinatari delprovvedimento cautelare di cui prima, si erano assicurati il rapido rilascio di permessi elicenze per la costruzione degli impianti, anche in presenza di cause ostative. Gli stessi,attraverso un sistema di coercizioni in danno di amministratori e funzionari pubblici locali,avevano costretto le Pubbliche Amministrazioni competenti (Comune di Casal di Principe eRegione Campania) ad adottare atti amministrativi illegittimi per impedire o rallentare lacreazione di altri impianti da parte di società concorrenti.L'impianto accusatorio sostenuto da questa Procura della Repubblica è stato ancherecentemente confermato dalla Corte Suprema di Cassazione che, lo scorso 31 ottobre,depositando il rigetto dei ricorsi in materia cautelare presentati dagli indagati, ha sancitol'infondatezza delle motivazioni sostenute dagli stessi, avvalorando pienamente le tesid'accusa".
"Il sequestro odierno - continua la nota - scaturito dalla prosecuzione delle indagini, ha riguardato l'intero sociale di "Aversana Petroli" s.r.l." e "1p Service" s.r.l. e 142 tra distributori dicarburanti per autotrazione, depositi e beni immobili e mobili, destinati alla gestione delle ttività imprenditoriali delle predette due società ed intestati alle stesse o ad altre societàpartecipate da componenti della famiglia Cosentino.Il provvedimento in argomento, dell'entità di 100 milioni di euro circa, ha interessato ben12 province italiane, "ponendo i sigilli" perfino a due distributori di carburanti in provincia diSiena, così da evidenziare una ramificata penetrazione del "gruppo Cosentino" nel mercatonazionale dei carburanti, in particolare nel mezzogiorno italiano, nelle regioni Campania eCalabria".

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