Mercoledì, 19 Maggio 2021

Banda di albanesi sfruttavano prostitute straniere: 9 arresti. Giovani romene costrette a lavorare anche se ammalate [video]

Marcianise - Ogni mattina venivano rifornite di un numero preciso di preservativi e la sera gli sfruttatori facevano la differenza tra i profilattici usati e i soldi incassati. C'è tutto questo dietro il giro di prostituzione, gestito da...

Ogni mattina venivano rifornite di un numero preciso di preservativi e la sera gli sfruttatori facevano la differenza tra i profilattici usati e i soldi incassati. C'è tutto questo dietro il giro di prostituzione, gestito da albanesi e smantellato dai carabinieri tra Napoli e Caserta: nove gli arresti. Le prostitute romene, tra i 19 e i 20 anni, erano costrette a lavorare anche se malate. Venivano accompagnate dai protettori, spesso anche in taxi per eludere eventuali controlli.
All'esito di un'indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord, nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Marcianise, coadiuvati dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo del P.M. nei confronti di persone gravemente indiziate dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
A carico delle suddette persone vengono svolte indagini anche in merito al reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati sopra menzionati.Le investigazioni, condotte dai Carabinieri di Marcianise e incentrate su servizi di intercettazione telefonica, hanno riguardato l'attività di prostituzione ad opera di donne di nazionalità straniera sulle strade dei comuni di Napoli, Marcianise, Orta di Atella, Mondragone e di Castelvolturno.
L'attività investigativa ha evidenziato la capacità dei soggetti, in maggioranza di nazionalità albanese e quasi tutti clandestini, di reclutare e di utilizzare giovani donne come prostitute, riuscendo a trarre beneficio economico dai proventi derivanti dall'illecita attività: i fermati, si adoperavano non solo a trasportare le donne sui luoghi dove si svolgeva l'attività di prostituzione, ma soprattutto a individuare e gestire tali luoghi. Le indagini hanno documentato, in alcuni casi, contrasti in atto tra le persone fermate e altri gruppi criminali che gestiscono l'attività di prostituzione: in tale contesto sono stati anche posti in essere gravi atti intimidatori, che hanno riguardato uno dei fermati e una prostituta.Nei confronti di 9 indagati il GIP presso il Tribunale di Napoli Nord ha emesso ordinanza di custodia cautelare per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

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