Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

In manette 6 affiliati al clan dei casalesi fazione Schiavone: Dda ridisegna geografia criminale dopo arresti Iovine e Zagaria

Casal di Principe - Nella mattinata di ieri, a conclusione di una complessa indagine coordinata da Dirczione Distrettuale Antimafîa di NApoli, i Carabinieri dei Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in...

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Nella mattinata di ieri, a conclusione di una complessa indagine coordinata da Dirczione Distrettuale Antimafîa di NApoli, i Carabinieri dei Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di NApoli nei Confronti di altrettanti esponenti del clan "dei casalesi - fazione Schiavone, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione.
L`operazione è l'u1timo atto di una prolungata attività investigativa avviata nell'estate del 2011, i cui primi risultati avevano già consentito alla DDA di emettere un Decreto di fermo del P.M. il 9 Scttcmbre 2011 ed eseguito il giorno successivo, nei confronti di nove soggetti, essendo emersa l'assoluta necessità ed urgenza di interrompere una pervicace attività estorsíva nei confronti di un imprenditore del settore caseario nell'Alto. L'indagine proseguita dopo l'operazione del provvedimento di fermo, consentiva nel mese di marzo 2012 l'emissione di un ulteriore provvedímento restrittivo nei confronti di 15 affiliati che, oltre ad adoperarsi por il sostentamento dei soggetti arrestatiattraverso l'erogazione dello stipendio ai rispettivi familiari, avevano sollccitamente provveduto a colmare i vuoti creati dagli arresti. La mancata conferma del provvedìmento restrittivo da parte del Tribunale del Riesame nei confronti di sei indagati ha richiesto ulteriori approfondimenti investigativi, puntualmente raccolti e successivamente confermatidalle dichiarazioni di Venosa Salvatore e del padre Umberto, nel frattempo divenuticollaboratori di giustizia.

Infatti, l'attualità delle informazioni apprese dai due collaboratori ha consentito di fornire una più ampia e approfondita "rilettura" all'originario quadro indiziario, confermandoenl'assoluta validità e facendo comprendere l'evoluzione del cartello casalese dopo l'arrestodei due principali latitanti, Iovine Antonio e Zagaria Michele. Le propalazioni di Venosa Salvatore, chiamato ad assulïlere le redini del clan dopo i suddetti arresti, si sonoattagliate perfettamente con le risultanze investigative già in precedenza raccolte, sia per quanto concerne il reato di associazione mafiosa, contestato a tutti i destinatari dell'odierna misura, misura, sia in ordine alla loro realizzazione di reati line, come nel caso della vicenda che emerge da alcune conversazioni ambientali regisirate nell'autovettura di Caterino Mario e riferibili ad un'estorsiune in danno di un rivenditore di autovetture di Curti (Caserta).
Tale vicenda, infatti" già in precedenza contestata solo a livello di tentativo ma nonconferrnata dal Tribunale del Riesame, ha trovato nelle dichiarazioni di Venosa Salvatore un ulteriore fondamentale apporto alla ricostruzione investigativa già a suo tempo operata. In particolare, l'episodio estorsivo in argomento viene attribuito dal collaboratore ad una condotta consumata ed anche reiterata (Natale 2011 e Pasqua 2012) che vede implicati egli stesso como mandante avendo ricevuto, in qualità di collettore delle illecite attività del clan "dei casalesi", da Caterino Mario cl. 91 la lista degli imprenditori da estorcere, lista a sua volta acquisita dal padre Carmine, detenuto, in occasione di un colloquio in Carcere; quali esecutori lo stesso Caterino Mario, Clarelli Nunzio e Diana Massimo. I soggetti destinatari della misura cautelare sono: Romolo Del Villano ('61); Massimo Diana ('77); Nunzio Clarelli ('78); Carlo Bianco ('67); Carmine Caterino ('60); Mario Caterino ('91).

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