Il bianconero nero su bianco

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Delusi, demoralizzati e disincantati: i tifosi della Juvecaserta traditi dalle premesse e dalle promesse

Il Club Maggiò rilancia l'idea di ripartire dal basso: "Esclusione disastro annunciato"

Le premesse non erano delle migliori, anche se le promesse erano tante. Un’esclusione, quella della Juvecaserta dalla Serie A2, che brucia, una tifoseria delusa, demoralizzata, disincantata. Dopo le mille vicissitudini degli ultimi sette anni, da quando nel 2013 l’ex patron rilevò la società, solo fango e brutte figure. Ben tre gli acquirenti che hanno tentato di rilevare la società in condizioni che definire ambigue è for poco. O l’ex proprietario della Juvecaserta, che forse sarebbe bene chiamare Juvecaduta, è l’uomo più sfortunato del mondo, oppure... lasciamo a voi il pensiero. Nicola D’Andrea si è presentato pieno di buoni intenti, con un progetto pluriennale e l’idea di acquistare il PalaMaggiò: idee buone, supportate da un nuovo organigramma, ma con un immenso punto di domanda: i soldi, alla fine, chi li mette? Non è nostro compito fare i conti in tasca al presidente, ma senza danari non si cantano messe, ed in un momento economicamente così complicato è davvero difficile reperire le risorse per poter contestualmente portare avanti una società già piena di debiti ed avere in cantiere l’idea di acquistare il PalaMaggiò. Abbiamo sperato, pur partendo ben preparati, che le cose potessero andare per il verso giusto, ma già la penalizzazione del -3 e le relative spiegazioni concesse facevano riflettere. Il comunicato della società parla di un tentativo di ricollocare la squadra in B, ipotesi che, assaporando l’umore della piazza, sarebbe mal digerita. Si chiede, al momento, di poter solo lasciar passare il dolore per ripartire, un domani, con basi più solide.

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Il Club Maggiò rilancia l’idea di ripartire dal basso

A Caserta, intanto, torna l’idea di ripartire da zero. Lo fa in una nota, a nome anche del direttivo, Nando Sibillo, presidente del Club Ornella Maggiò, commentando l’ennesima delusione per l’esclusione della Juvecaserta dal campionato di Serie A2. “Abbiamo sperato fino all'ultimo che arrivassero spiegazioni, programmi precisi, chiarimenti sui fondi da investire. L'attesa è stata vana. In anni recenti abbiamo avuto brutte lezioni e il rischio di affrontare una nuova cocente delusione era più che concreto.  Nella consapevolezza delle difficoltà economiche, fin dallo scorso mese di febbraio abbiamo intrattenuto rapporti con le istituzioni lanciando un messaggio chiaro: ripartire dal basso, in maniera pulita, trasparente, con criteri completamente nuovi. Non siamo stati ascoltati. Ci hanno riferito che c'era un nuovo acquirente pronto a rilevare la Juvecaserta e che quindi aveva la priorità rispetto al nostro progetto. Siamo quindi rimasti in rispettoso silenzio perché altro non potevamo fare, pronti comunque a supportare l'iniziativa qualora ne ricorressero i presupposti. Ci troviamo invece ad affrontare - in seguito alla decisione della FIP di escludere lo Sporting Club Juvecaserta dal campionato di A2 - l'ennesimo disastro annunciato. E speriamo che almeno questa volta ci aiuti a voltare pagina, una volta per tutte.  Ci arrendiamo? Assolutamente no. La nostra battaglia comincia ora. Riaffermiamo quindi con forza la necessità di avere un progetto autonomo, trasparente, che parta dal basso e che ci garantisca di non rivivere gli incubi del passato, tagliando completamente i ponti con le esperienze pregresse. L'obiettivo può essere raggiunto solo attraverso la partecipazione diretta di tifosi e appassionati, con la creazione di una struttura ampia e capace di attrarre tutte le forze presenti sul territorio.  Lo ripetiamo forte e chiaro, in modo che tutti possano rendersene conto: l'attesa di misteriosi imprenditori, magnati o benefattori è vana. Non apparirà qualcuno dall’alto pronto a garantire un futuro solido per questo sport nella nostra città. Non arriverà, né ora, né mai. Mettiamocelo in testa, una volta per tutte. Cerchiamo di essere comunità non solo nel ricordo, ma anche nella capacità di creare e inventarci quello che verrà. C'è una sola via da percorrere per avere il futuro che legittimamente desideriamo. Non basta avere sul campo una squadra che si chiami Juvecaserta. È fondamentale che la la nuova realtà cestistica sia la nostra squadra. Non nelle parole, ma nei fatti”.

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