Il bianconero nero su bianco

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Juvecaserta, D’Andrea scarica tutte le colpe sui predecessori: “Non solo io il diavolo…”

Il presidente scrive una lunga lettera: “Mi avevano detto che c’erano da coprire solo i 200mila euro dei Bat, ma non era così. Ma ora vado avanti”

Il presidente della Juvecaserta Nicola D'Andrea

“Dopo qualche giorno per digerire la grande amarezza accumulata per l’esclusione della mia JuveCaserta dal campionato di serie A2, scrivo questa lettera solamente per chiarire la mia posizione e tutelare la mia immagine e quella della JuveCaserta”. Inizia così la lunga lettera che il presidente della società bianconera Nicola D’Andrea ha scritto per tentare di ricostruire quanto accaduto negli ultimi giorni che ha portato all’esclusione dal campionato di serie A2. 

“Nei primi incontri istituzionali svolti al Comune di Caserta, alla presenza di illustri politici locali e altre persone, veniva verbalizzato e dichiarato dal titolare e amministratore unico della SC JuveCaserta srl Antonello Nevola, che i debiti della società sportiva erano quantificabili solo nei BAT e cioè circa 200.000 euro, pertanto già in quella sede mi rendevo disponibile all’acquisto delle quote nominali della società (10.000 euro), salvo verificare la situazione con l’erario che in una prima visura non risultava molto gravosa. Negli incontri successivi il signor Nevola era sempre accompagnato dal dottor Raffaele Iavazzi, che come da me verificato nei documenti e mail, era l’amministratore di fatto della società (infatti la fidejussione a garanzia della SC JuveCaserta per la stagione 2019/2020 è a firma di Iavazzi). In quelle sedi ho sempre affermato che il mio interesse imprenditoriale era sì rivolto alla società di basket ma l’obiettivo da perseguire era l’acquisto del palazzo Palamaggiò. Pertanto se ci fossero stati problemi e di altra natura di essere chiari e trasparenti su tutto". 

D’Andrea qui fa emergere altri particolari: “Successivamente al mio acquisto della società, venivano perpetrati i più disperati e fantasiosi tentativi di sabotaggio al corretto svolgimento delle attività e dopo pochi giorni sono arrivate  le sorprese più incresciose. A partire dalla famosa rata Fip straordinaria che come affermato in un comunicato stampa da Giannoni doveva già essere stata pagata e che in realtà era scoperta. Mi costa dirlo ma non ho visto una riga scritta su questo su nessun giornale. C'è stato poi il distacco al Palamaggiò per morosità delle utenze di fornitura dell’energia elettrica da ben due operatori per circa 40mila euro. C'erano da pagare tutti gli alberghi di Caserta, le cartelle dell’erario per Iva non pagata e soprattutto tutti gli atleti e tutto lo staff. In questo scenario non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo lavorato duramente per sistemare tutti i problemi che non ho certamente creato io e operando in un contesto sociale di totale scetticismo e di attacco continuo da parte dei filo Iavazziani, mi si è palesato un quadro chiaro e un progetto ben strutturato da tempo da parte del dottor Iavazzi, quello di destabilizzare il territorio per avere la certezza del fallimento della JuveCaserta”. 

Secondo D’Andrea “a tutto ciò si sono prestati a vario titolo gran parte dei personaggi che oggi mi sbeffeggiano sui social, cantando vittoria e gioiendo della disfatta della loro squadra del cuore, mentre da questo lato ci sono state persone che come leoni si sono adoperate per evitare una disfatta annunciata, già scritta e ratificata da mesi. Infatti anche pagando tutti i debiti prima della scadenza del 31 luglio, la JuveCaserta sarebbe stata esclusa dal campionato come dichiarato dallo stesso dottor Annessa responsabile della Comtec in un colloquio telefonico, poiché il parametro di indebitamento era molto elevato. Le strade da percorrere dunque erano due: un aumento di capitale sociale di 400mila euro o spostare i debiti nella stagione sportiva 2020/2021. L’impossibilità di concretizzare la prima mi obbligava a percorrere la seconda opzione, attraverso accordi legali transattivi con tutte le parti in causa, cosa che siamo riusciti ad ottenere tutti con non poca difficoltà, ostacolati con ogni mezzo, ma ahimè presentati in ritardo, fuori tempo. Le firme dei Lodi e dei Bat sono giunte stranamente il giorno 4 agosto, anche se gli accordi erano formalizzati e già ratificati il giorno 30 con gli atleti, a cui va la mia più profonda gratitudine. Tutto ciò ha decretato l’esclusione della JuveCaserta dal campionato. Ebbene signori e signore, tifosi e tifose ho solo la colpa di aver creduto in un sogno e vi do uno scoop, vado avanti. Nei prossimi giorni valuterò in che modo e poi aprirò dei tavoli di concertazione con la tifoseria per concordare il futuro. Signori non sono io il diavolo, sapete molto bene chi è. E non sono neanche l’acqua santa, ma sicuramente non sono quello che farà morire la Juvecaserta”.

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