Giovedì, 18 Luglio 2024
Salute

Tumore che "nasce" dai tatuaggi: così aumenta il rischio di linfoma

Secondo uno studio svedese le probabilità di ammalarsi aumenterebbero del 21 per cento per chi ha almeno un tatuaggio. Anche se fosse confermato, però, il rischio assoluto di ammalarsi rimarrebbe estremamente basso

Un pentimento tardivo potrebbe non essere l’unico rischio legato ai tatuaggi. Uno studio svedese suggerisce che avere un tatuaggio potrebbe aumentare anche del 21% le probabilità di soffrire di linfoma, un raro tipo di tumore del sangue. Questo rischio, secondo i ricercatori, non dipenderebbe dalle dimensioni del tatuaggio.

Lo studio svedese

Pubblicato sulla rivista 'eClinicalMedicine' nel 2021, lo studio è stato condotto da tre ricercatori dell'Università di Lund. Utilizzando il registro nazionale dei tumori svedese, sono stati identificati tutti i soggetti di età compresa tra 20 e 60 anni diagnosticati con linfoma maligno tra il 2007 e il 2017. Per ogni caso di linfoma, sono stati selezionati tre controlli sani con età e sesso corrispondenti, per un totale di 5.500 persone.

Metodologia e risultati

Ogni partecipante ha compilato un questionario riguardante lo stile di vita. Per i tatuati, sono state richieste informazioni sulle dimensioni del tatuaggio e la data in cui era stato realizzato. I ricercatori hanno quindi analizzato la frequenza del linfoma tra i tatuati e i non tatuati, considerando fattori come il fumo di sigaretta e il livello di istruzione, noti per aumentare le probabilità di ammalarsi.

I risultati hanno mostrato un rischio aumentato del 21% di sviluppare un linfoma tra i tatuati. Le dimensioni del tatuaggio non sembravano influenzare il rischio, mentre il tempo trascorso dal tatuaggio sì: il rischio era più alto nei primi due anni dal tatuaggio (81% in più rispetto ai non tatuati), diminuiva nei successivi 3-10 anni, per poi aumentare nuovamente a 11 anni dal tatuaggio (19% in più).

Dubbie correlazioni

I risultati dello studio sono particolarmente rilevanti per paesi come l’Italia, dove il 48% della popolazione ha almeno un tatuaggio. Tuttavia, non vanno interpretati come certezze assolute. Le modalità con cui è stato condotto lo studio non permettono di stabilire un nesso causale tra tatuaggi e linfoma, ma solo una correlazione statistica.

In altre parole, anche se i linfomi fossero più comuni tra i tatuati, è impossibile determinare se sia il tatuaggio a causare il tumore, o se altri fattori di rischio comuni tra chi ama i tatuaggi (dieta, sedentarietà, lavoro) possano spiegare l’aumento dell’incidenza dei linfomi.

Ipotesi plausibili

Nonostante le incertezze, gli autori dello studio considerano plausibile un legame tra tatuaggi e tumori. Alcuni tipi di inchiostro usati nei tatuaggi conterrebbero sostanze potenzialmente cancerogene. Inoltre, la risposta immunitaria del corpo trasporta molte particelle di inchiostro nei linfonodi, dove sono presenti molte cellule da cui originano i linfomi.

Per confermare questi risultati saranno necessarie ulteriori ricerche. Anche se i rischi fossero reali, sarebbero estremamente contenuti: il linfoma colpisce circa 22 persone su 100.000 tra i 20 e i 60 anni in Svezia. Un aumento del 21% del rischio non cambierebbe significativamente le probabilità assolute di ammalarsi.

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