Fascite plantare, i consigli del fisioterapista per evitare il dolore al tallone

Il casertano Angelo Vella: "Fare stretching e automassaggio, evitare aumenti di peso e scegliere sempre una scarpa comoda"

La fascite plantare è un'infiammazione dei muscoli della pianta del piede e tende a manifestarsi con un dolore intenso al tallone. Questo disturbo colpisce, nella maggior parte dei casi, gli sportivi e chi faccia della corsa il suo sport abitudinario, provocando problematiche di non poca rilevanza che influiscono sulle attività quotidiane. Il legamento arcuato dell'arco plantare collega il calcagno con la base delle dita e, quando il soggetto corre, deve sopportare e trasmettere forza. Pertanto, il continuo sovraccarico del legamento arcuato fa sì che si manifesti la fascite plantare. Angelo Vella, fisioterapista, posturologo e osteopata di Villa di Briano, si è concentrato in particolar modo su questa patologia, spiegando le cause, i sintomi e suggerendo anche alcuni rimedi veloci per affrontarla. “Negli ultimi anni c'è stato un aumento vertiginoso di pazienti che lamentano dolori e fastidi ai talloni dei piedi. La fascite plantare può essere considerata come l'incubo di tutti gli sportivi e non deve essere assolutamente sottovalutata perché, a lungo andare, potrebbe provocare delle ripercussioni negative per l’individuo”, spiega Vella.

Le problematiche 

Esistono due problematiche che molto spesso si affiancano alla fascite plantare: la sindrome della spina calcaneare e il morbo di Haglund. La prima si presenta come una prominenza ossea sul calcagno, ma non è detto che il dolore scaturisca sempre dalla spina calcaneare. Esso può derivare dai tessuti circostanti contratti e infiammati. Anche per il morbo di Haglund si può parlare di prominenza ossea che sarà presente, a differenza della spina calcaneare, nella parte posteriore del calcagno, dove si trova tendine d’achille.

Le cause e i sintomi 

Molteplici sono le cause che potrebbero far insorgere una fascite plantare. Tra le più frequenti ci sono: stressor sportivi (runners, calciatori), sovrappeso o obesità, squilibri muscolari, conformazioni del piede, cambio scarpe, cause posturali. “Ovviamente, il piede gioca un ruolo di primo piano per questa patologia. Esso può essere la causa di un'alterazione posturale, ma anche di un adattamento di una postura. Pertanto, il trattamento del solo piede potrebbe risultare inefficace se le problematiche provengono da altre zone del corpo”, afferma Vella. Come accennato in precedenza, il dolore che si avverte è causato dall'infiammazione del tessuto che riveste il legamento arcuato e si presenta con maggiore insistenza al mattino, con una fitta acuta e pungente vicino al tallone. Dopo i primi passi del giorno esso può regredire o addirittura scomparire, ma tende a ripresentarsi al termine di una passeggiata, dopo una giornata di lavoro in piedi o dopo un allenamento.

Consigli e rimedi 

“Innanzitutto, il primo consiglio è quello di fare stretching e automassaggio, che servono a prevenire in anticipo la fascite plantare. Poi, evitare aumenti di peso per dare la possibilità al piede di non subire fatica maggiore e scegliere sempre una scarpa comoda, evitando scarpe piatte, perché avere una differenza di altezza tra tacco e punta è molto importante”, spiega Vella. Prima di valutare qualche plantare o tutore, è preferibile praticare per 3-4 settimane gli esercizi, così è possibile vedere se la fascite plantare rientra spontaneamente. Se però, durante questa fase, magari dopo aver fatto qualche esercizio, si dovesse avvertire un leggero peggioramento, si può provare con del ghiaccio o con un impacco freddo. “Se prendessimo in considerazione gli elettromedicali, invece, la Tecarterapia è sicuramente la soluzione più efficace perché riduce il dolore e migliora la condizione della muscolatura. Infatti, oltre a ridurre l’infiammazione, la Tecarterapia riscalda la zona colpita, rilassandola e rendendola meno rigida”, conclude il medico di Villa di Briano.

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