Coronavirus e la malattia di Kawasaki, il pediatra: “Ecco i sintomi da controllare”

Basilicata: “Casi in aumento, forse collegati alla pandemia da Covid-19”

Il pediatra Angelo Maria Basilicata

Se è vero che il contagio da coronavirus non ha creato grandi problemi ai bambini, uno studio condotto dall’equipe di pediatri dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha fatto emergere un  aumento della frequenza di bambini affetti da malattia di Kawasaki nella propria area geografica. Un elemento che ha creato preoccupazione in tutti i genitori, anche perché si tratta di una malattia poco diffusa. Prima della pandemia da coronavirus, infatti, erano stati documentati 19 casi della malattia di Kawasaki; da febbraio ad aprile 2020, invece, i pediatri di Bergamo ne hanno diagnosticato 10 casi (8 dei quali risultati positivi al coronavirus). Un altro dato importante è che i 10 casi di Kawasaki sono risultati in media più gravi rispetto a quelli riscontrati nei 5 anni precedenti.

Ma cos’è la malattia di Kawasaki e come si manifesta? Lo abbiamo chiesto al pediatra Angelo Maria Basilicata, medico di lungo corso, che ha lavorato per anni all’ospedale Fatebenefratelli di Benevento, e che oggi segue tanti bambini tra Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello ed Arienzo. “La malattia di Kawasaki è caratterizzata da un processo infiammatorio a carico dei piccoli e medi vasi sanguigni che interessa prevalentemente la fascia dei bambini sotto gli 8 anni. Le cause non sono ancora conosciute ma si suppone che sia dovuta ad una risposta immunologica anomala a un’infezione, nei bambini geneticamente predisposti. I sintomi tipici sono: febbre alta da almeno 5 giorni di evoluzione  e resistente alla terapia antibiotica e ai farmaci antipiretici, esantema (manifestazione cutanea simile a quella del morbillo, ad inizio dal tronco, e poi distribuita sugli arti e nella zona addominale e inguinale), congiuntivite (senza secrezione purulenta), infiammazione delle mucose (labbra e lingua) e delle estremità (mani, piedi e regione del pannolino), ingrossamento dei linfonodi del collo. La complicanza più grave è l’infiammazione delle arterie del cuore, che può causare delle dilatazioni aneurismatiche permanenti delle coronarie. Se viene diagnosticata precocemente e trattata in maniera appropriata sono rare le conseguenze severe”.

Il pediatra chiarisce che, ad oggi, “non è ancora sicuro che l’infezione da Covid-19 possa scatenare il processo infiammatorio che genera la malattia di Kawasaki, anche a distanza di tempo dall’infezione, o se le forme che si stanno osservando rappresentino una patologia sistemica con caratteristiche simili a quelle della malattia di Kawasaki. Secondo i ricercatori, infatti, i casi di malattia legati al Covid-19 sono da classificare come malattia “simile alla sindrome di Kawasaki”, perché i sintomi sono differenti e più gravi rispetto alle manifestazioni tipiche. E’ importante, comunque, chiarire che solo una quota molto ridotta di bambini con Covid-19 sviluppa i sintomi della malattia di Kawasaki. Uno studio britannico, inoltre, ha dimostrato che solo con i test anticorpali è possibile associare la diagnosi di sindrome di Kawasaki, o simile, con l’infezione Covid-19 nei bambini. Questo probabilmente perché la sindrome si manifesta diverse settimane dopo il contagio. Ciò potrebbe essere legato ad una reazione eccessiva del sistema immunitario. Questa malattia simile alla Kawasaki è stata provvisoriamente denominata PIMS-TS, sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica associata a SARS-CoV-2; si rende, quindi, opportuna un’attiva sorveglianza nei confronti di queste forme. In considerazione della peculiarità e dell’importanza del fenomeno, il Gruppo di Studio di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria ha deciso di allertare la comunità pediatrica italiana”.

I genitori, però, possono prestare un’attenzione particolare ai sintomi. “Quando si manifestano anche solo alcuni dei sintomi della malattia di Kawasaki, quindi le manifestazioni cliniche del bambino non sono quelle di una banale forma influenzale, è fondamentale chiedere la valutazione da parte del pediatra curante. Un intervento terapeutico immediato ci garantisce senz’altro migliori possibilità di guarigione”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Vinto un milione di euro nel casertano

  • Zona rossa, nuova ordinanza del sindaco: "Vietato circolare in auto ed a piedi nella zona urbana"

  • Il contagio dilaga nel casertano: 4 morti e 576 nuovi casi. Positivo un tampone su 3

  • Caserta piange altre 4 vittime ricoverate col coronavirus. Balzo dei contagi: altri 430 positivi

  • Avvocato multato per aver violato la "zona rossa"

  • De Luca firma un'altra ordinanza dopo il DPCM di Conte: aperti solo nido e asili, Elementari e Medie con la Dad

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CasertaNews è in caricamento