Ztl a corso Giannone, i cartelli riportano gli orari 'vecchi'

La polemica corre sul web dopo lo sfogo del sindaco. Anche perché, in tante città del Nord, le zone chiuse alle auto vengono aperte solo per accompagnare i bambini

C’è grande fermento a Caserta per l’entrata in vigore della nuova zona a traffico limitato, che da giovedì "costringerà" tantissimi genitori ad organizzarsi in maniera alternativa per poter accompagnare i propri figli nelle scuole materna, elementare, medie e superiori che sono presenti nei 500 metri di corso Giannone interessati dal divieto alle auto, dall’incrocio con piazza Vanvitelli a quello con via Sant’Antonio da Padova

Il provvedimento entrerà in vigore, in via sperimentale, giovedì mattina dalle ore 7,45 alle 9 e dalle 12 alle 14, nonché in tutte le prime domeniche del mese, anche se, in realtà, nella cartellonistica presente lungo corso Giannone vengono riportati altri orari (quelli precedenti alla modifica approvata in giunta nei giorni scorsi). 

La Ztl a corso Giannone, come sottolineato anche dal sindaco Carlo Marino nel suo sfogo su Facebook contro le polemiche in atto, servirà per permettere di abbassare i livelli di Pm10 nella zona dove è ubicata la centralina dell’Arpac. “Dobbiamo pensare alla salute dei nostri figli” ha tuonato, sottolineando: “Dobbiamo decidere se vogliamo la comodità di salire con la macchina fino in classe per accompagnare i ragazzi oppure vogliamo far crescere i nostri figli in salute”. 

Un ragionamento apprezzabile, ma che in realtà nasconde una serie di problemi che, dobbiamo sottolinearlo, ad oggi non sono stati ancora affrontati. Perché tutte quelle automobili che non arriveranno fuori alle scuole dovranno trovare parcheggio in altre strade (via Sant’Antonio e piazza Vanvitelli?) ed è facilmente immaginabile che si creerà il caos in quelle zone. Anche perché se è vero che i ragazzi dagli 11 anni in su (quelli delle scuole medie, tanto per intenderci) possono tranquillamente essere ‘lasciati’ a distanza dalla scuola potendola percorrere a piedi autonomamente, diverso appare il discorso per quelli più piccoli. Tant’è che basti prendere ad esempio altre città del Nord Italia (da Trento a Prato, passando per Pavia e via dicendo...) per rendersi conto che molte amministrazioni permettono ai genitori di bambini frequentanti scuole materne ed elementare di transitare nella zona a traffico limitato su apposita richiesta.

Ma a questo va aggiunto un altro ragionamento, legato alle polemiche dei genitori della scuola di via Roma. Perché se è vero che si vara la Ztl per “difendere i bambini dall’inquinamento”, allora anche i bambini del centro dovrebbero essere tutelati come quelli di corso Giannone, visto il traffico quotidiano e costante ad ogni ora di automobili su via Roma. Altrimenti diventa una Ztl non per difendere la salute, ma solo per evitare le conseguenze (penali ed amministrative) del superamento dei limiti imposti dall’Arpac.

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