"Serve un coordinamento fra le associazioni di volontariato nella zona rossa"

La richiesta dell'associazione 'Socialisti e Democratici' ai commissari prefettizi

La zona rossa ad Orta di Atella

"L'emergenza che stiamo vivendo non potevamo neanche immaginarla. Ci sono molte famiglie interamente quarantena, con persone che hanno dovuto sospendere le proprie attività lavorative. Oltre al male fisico ed al disagio psicologico, vi sono gravi danni economici. Famiglie, spesso numerose, che non sanno come sbarcare il lunario. Il Comune non può fare molto e, dunque, ci aspettiamo e ci auguriamo, che un poco di più facciano le altre istituzioni". A sottolinearlo in una nota è l'associazione 'Socialisti e Democratici per Orta di Atella', che chiede l'istituzione di un coordinamento fra le associazioni di volontariato.

"Abbiamo noi tutti, l’obbligo morale di aiutare e sostenere i nostri concittadini, soprattutto, quelli che vivono in condizioni di vera e propria indigenza - continua l'associazione - Bisognerebbe creare un coordinamento tra la Protezione civile, i Servizi sociali e tutte le associazioni attive ad Orta di Atella, partendo dai tanti volontari del mondo religioso, che già operano, quotidianamente e silenziosamente sul nostro territorio, in modo da garantire un minimo di assistenza agli anziani ed alle famiglie che non hanno neanche chi gli possa procurare medicinali e generi di prima necessità. Noi stessi dichiariamo tutta la nostra disponibilità ad una collaborazione fattiva, nella massima legalità e trasparenza. Non vorremmo, infatti, che, in un territorio dove sono tutt’ora in corso inchieste sul voto di scambio, si verificasse l’ennesimo mercimonio della disperazione, approfittando del bisogno e della soggezione psicologica di chi è meno fortunato".

"Ci rivolgiamo, quindi, ai commissari prefettizi, in primis, ma anche ai responsabili della Caritas diocesana e del volontariato Francescano, affinché si facciano promotori di questo coordinamento fra le tante associazioni, che in modo serio e coscienzioso operano costantemente sul territorio, in modo da evitare sciacallaggi di ogni tipo - conclude l'associazione - Non vorremmo che l'assistenza ai bisognosi, diventasse un modo per creare servizio parasociale. Insieme ne usciremo più forti di prima". 

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