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Crisi del wedding, il titolare dell'atelier: "Ripartenza difficile, nessuno vuole sposarsi con la mascherina"

Vittorio Cristiano, imprenditore con l'atelier a Teverola: "Costi assurdi anche per sanificare ogni abito, servono misure più morbide per far ripartire l'economia"

Vittorio Cristiano, titolare della Maison 'Le Dive' di Teverola

"Vogliono farci riaprire, ma a quali condizioni?". Ecco questa è la domanda che si è posto Vittorio Cristiano, titolare della Maison 'Le Dive' a Teverola che dopo aver letto ed ascoltato le varie dichiarazioni del premier Giuseppe Conte e del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non sa ancora quando potrà riaprire e soprattutto quali dovranno essere le misure di sicurezza. "Sposarsi è sempre stata una grande festa, soprattutto qui al Sud. I 'festeggiamenti' partono già da quando l'abito sceglie la sposa (sì, è così, non il contrario) perché nell'atelier ovviamente non arriva solamente la futura sposa, bensì anche mamma, nonna e amiche. Quando va bene ci sono 6 persone, bisognerà togliere anche questa splendida tradizione? Ci dicano come si dovrà gestire anche questa situazione".

E poi guarda a quanto il virus abbia colpito anche le 'casse' di questo specifico settore: "Tutte le cerimonie sono state rinviate, pochissime persone decideranno di sposarsi in questi momenti così difficili, e soprattutto con le mascherine. Chi vorrebbe un ricordo con la mascherina? Penso proprio nessuno. E quindi speriamo che almeno da settembre qualcosa possa muoversi, e che ci siano meno limitazioni perché rischiamo di avere perdite veramente ingenti. Abbiamo tanti abiti già pronti, che resteranno per chissà quanto tempo senza essere provati ed utilizzati". E proprio sulla sanificazione degli abiti è chiaro: "Ogni volta devo sanificare l'abito provato dalla sposa con una spesa anche importante così come sono stato costretto a spendere 1,5 euro per ogni mq del mio atelier, con un investimento importante per sanificare un ambiente che era chiuso da quasi 3 mesi. Questo mi sembra veramente assurdo".

E quindi un messaggio di speranza: "Continuiamo a sognare, questo virus finirà e tutti insieme torneremo ad abbracciarci e a vivere, ancora meglio, la nostra vita".

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