Vigilanza in ospedale, taglio stipendi con la nuova ditta. Scoppia la protesta

Incontro infruttuoso tra sindacati ed azienda subentrante. I lavoratori organizzano un sit in

L'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta

Non si sblocca la situazione per i dipendenti dell'azienda che si occupa del servizio di vigilanza presso l'ospedale di Caserta. Dopo il passaggio di cantiere alla nuova ditta, l'Ati Sistemi di Sicurezza Pegaso, il rischio è legato al taglio degli stipendi. Ieri un'altra fumata nera all'esito di un incontro, presso l’aula magna del Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, tra gli operatori della S.S.P. rappresentati dai sindacati Cigl, Cisl e Uil territoriali e le sigle sindacali autonome con la ditta subentrante "Ati sistemi di sicurezza/Pegaso" per il nuovo servizio di Vigilanza e Custodia. Per conto dell’Azienda Ospedaliera erano presenti il Rup ed  il Dec.  

L’incontro, a quanto pare infruttuoso, è stato interrotto visto che la ditta ha deciso di non rispettare gli stessi inquadramenti acquisiti in un servizio pluridecennale dei dipendenti operanti presso il nosocomio casertano cercando un’ingiusta equiparazione con le maestranze inquadrate con livelli inferiori e decurtando circa il 20/25 per cento degli stipendi.

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"Gli operatori - si legge in una nota dei sindacati - colpiti da queste decisioni intendono dimostrare il proprio dissenso organizzando un Sit in di protesta all’interno dell’area ospedaliera sperando nell'incisività dell’azione intrapresa ed al fine di conservare ogni livello occupazionale ma, sopratutto, la dignità di decine di lavoratori, di padri di famiglia e di personale impiegato fino allo stremo durante il periodo critico della quarantena, personale presente nei reparti di Pronto Soccorso perennemente a contatto con pazienti positivi al Covid 19 che hanno determinato, con la loro presenza, il rispetto delle normative vigenti, mettendo a rischio la loro salute e quella dei familiari.

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