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Sabato, 24 Settembre 2022
Attualità Casal di Principe

Sospensione dell'attività a chi non paga i tributi comunali

Il regolamento approvato dal consiglio comunale che può dare il colpo del ko definitivo a commercianti e imprenditori

Un regolamento che vuole nascere per contrastare l’evasione dei tributi locali che in questo momento può davvero dare il colpo del ko a decine di attività commerciali (e famiglie) di Casal di Principe. Sì perché partiamo da un principio base: l’Ente per sopravvivere deve incassare più soldi possibili, anche e soprattutto per dare dei servizi alla comunità, e quando pagano tutti paradossalmente tutti potrebbero pagare di meno. Ci sono tante (forse troppe) attività del territorio che da anni non pagano i tributi comunali, come ad esempio acqua e rifiuti, ma con questa tremenda crisi che sta toccando tutta l’Italia (e il mondo intero) si rischia di far davvero morire definitivamente questi locali, lasciando senza lavoro migliaia di persone (tra dipendenti e indotto).

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Renato Natale vuole in pratica “migliorare la riscossione dei tributi locali” subordinando però “il rilascio o il rinnovo e la permanenza in esercizio di attività commerciali o produttive alla verifica della regolarità del pagamento delle imposte da parte dei soggetti richiedenti”. Per essere ancora più chiari: tutti coloro che hanno debiti col Comune deve risolvere le loro pendenze il prima possibili (anche magari regolarizzando la posizione e pagando a rate) perché c’è il rischio che non avendo le carte in regola il Comune può anche mandare la polizia municipale a chiudere l’attività fino a quando il titolare (o i titolari) non abbiano pagato le imposte di acqua e rifiuti solidi urbani. Visto che il regolamento è passato già anche in consiglio comunale (e quindi è già definitivo) tutti gli esercenti avranno l’obbligo di verificare la loro posizione debitoria e di provvedere a richiedere in Municipio tutta la documentazione per favorire il prosieguo dell’attività commerciale.

Nel regolamento c’è scritto espressamente che “ai soggetti che esercitano attività commerciali o produttive che si trovano in posizione di irregolarità tributaria non è consentito il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi. Nel caso in cui, invece, la situazione di morosità sia successiva al provvedimento autorizzatorio, e dunque in caso di esito negativo della verifica da parte del Comune sulla regolarità tributaria, l’ufficio competente notifica all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni. Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata. I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria o fornendo specifica fideiussione bancaria o assicurativa con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateizzazione. In caso di rateizzazione delle somme dovute, anche il solo mancato pagamento di una rata fa ritornare il contribuente nella posizione di irregolarità tributaria ai fini dell’applicazione del regolamento”.

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