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Torture in carcere, Salvini: “Punire i singoli errori”. Giovedì sarà a Santa Maria

Il leader della Lega: “Conosco quei padri di famiglia, non hanno fatto nulla di male”. Intanto la garante provinciale dei detenuti denuncia un black out dell'informazione all'interno dell'istituto penitenziario

Il leader della Lega, Matteo Salvini a Santa Maria dopo l'inchiesta sulle torture in carcere

"Chi sbaglia paga soprattutto se indossa una divisa però non si possono coinvolgere tutti i 40mila donne e uomini di polizia penitenziaria e non si possono sbattere in prima pagina con nomi e cognomi. Serve rispetto per uomini in divisa che ci proteggono in strada, i singoli errori vanno puniti. Conosco quei padri di famiglia sotto accusa e sono convinto che non avrebbero fatto nulla di male". Lo ha detto Matteo Salvini, nel corso di un intervento alla trasmissione radiofonica Barba&Capelli in onda su Radio Crc Targato Italia, in merito alle indagini che hanno coinvolto gli uomini della penitenziaria in servizio al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Salvini ha confermato la sua presenza nella città del foto giovedì 1 luglio, alle 17.

Detenuti allo scuro degli arresti: "Gli hanno tolto tv e giornali"

Intanto continuano a suscitare indignazione le immagini delle violenze pubblicate da 'Domani'. "Confido nell'operato della magistratura - afferma la garante provinciale dei detenuti Emanuela Belcuore - In un Paese civile la figura del garante non dovrebbe proprio esistere. Non si tratta di discreditare il corpo di polizia penitenziaria. Le mele marce, però, vanno individuate e tolte dal cesto proprio a sostegno innanzitutto dei detenuti, vittime di questa che è stata definita una mattanza, dei familiari addolorati per questi orrori ma anche degli agenti penitenziari che ogni giorno onorano la propria divisa. Ricordiamo di annoverare tra i nostri principi costituzionali quelli del rifiuto del trattamento inumano e della finalità rieducativa della pena. In queste ore mi sono giunte tantissime segnalazioni da parte di familiari di persone ristrette che denunciano un vero e proprio black out dell'informazione all'interno dell'istituto penitenziario. Tv fuori uso per mancata corrente e giornali acquistati non distribuiti. Se accertate, leso il diritto all'informazione. Una pagina nera per il nostro Paese, abbiamo perso tutti. Sono sconcertata. Intanto, a difesa dei diritti dei ristretti che hanno subito tali barbarie accolgo la richiesta di aiuto fattivo dell'avvocato Angelo Pisani che metterà a disposizione il suo sapere per garantire verità e giustizia".

Articolo Uno: "Una ferita per la democrazia"

Sull'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere è intervenuto anche il coordinamento di Articolo Uno Caserta e della Campania. "Le immagini delle violenze avvenute nel carcere sono una ferita per la democrazia, inaccettabili e indegne per un Paese civile. Esprimiamo fiducia nei confronti della magistratura e degli organi inquirenti affinché si accertino i fatti e si individuino i responsabili di tutte le violenze. La serietà impone l’attesa delle determinazioni degli organi preposti evitando accuse generalizzate a tutela della verità e di tutte le persone coinvolte. La situazione del carcere di Santa Maria Capua Vetere necessità di una forte attenzione da parte del Governo nazionale che doti l’istituto penitenziario delle necessarie risorse volte a garantire, da un lato, la rieducazione ed il reinserimento nella società dei detenuti e, dall’altro, le condizioni di serenità lavorativa al personale di polizia penitenziaria. Quella del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve rappresentare una straordinaria occasione per dotare i luoghi di pena dei necessari finanziamenti volti a riqualificare l’edilizia penitenziaria, migliorare gli spazi delle strutture di riabilitazione e aumentare significativamente la quantità del personale carcerario".

IL VIDEO DELLE AGGRESSIONI IN CARCERE: CLICCA QUI

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