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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Attualità Aversa

Terra dei fuochi, il "gran rifiuto" dei sindaci finisce sul tavolo di due ministri

Interrogazione a Lamorgese e Cingolani: "Affrontare la questione coinvolgendo comitati, associazioni e rappresentanti istituzionali"

La mancata firma del nuovo protocollo per la Terra dei Fuochi, proposto dal commissario per il contrasto al fenomeno dei roghi in Campania, da parte di 19 sindaci dell'agro aversano finisce sul tavolo dei ministri alla Transizione Ecologica Roberto Cingolani e dell'Interno Luciana Lamorgese. Sul caso, infatti, la deputata Michela Rostan del gruppo Misto ha presentato un'interrogazione per chiedere ai ministri "di affrontare la questione dei roghi tossici in Campania in maniera più decisa ed efficace, raccogliendo le proposte e le istanze che da tempo vengono avanzate da comitati, associazioni e rappresentanti istituzionali".

"I sindaci - si legge nell'interrogazione - lamentano che vengono assegnati nuovi compiti e responsabilità agli enti locali che, però, sono carenti di personale e di risorse, mentre il problema dei roghi dei rifiuti, appiccati ad ogni ora del giorno e della notte è un fenomeno ampio e diffuso, purtroppo, che interessa soprattutto i territori della provincia a nord di Napoli, fenomeno rispetto al quale, secondo i rappresentanti istituzionali, è arrivato il momento di attuare tutte quelle azioni necessarie a debellarlo, soprattutto sul fronte repressivo e dei controlli". Al tempo stesso i sindaci segnalano come la mancanza di risorse finanziarie a disposizione dei bilanci comunali non consenta gli "interventi di caratterizzazione e di rimozione dei rifiuti, il cui deposito prolungato sui territori costituisce di fatto un potenziale innesco per il fenomeno dei roghi con gravi conseguenze sulla qualità dell'aria e quindi gravi e certi rischi per la salute pubblica".

Ancora, "sono state chieste più volte risorse economiche per assumere vigili urbani, al di fuori dei vincoli di bilancio, e nel contempo che l'esercito sia dotato di poteri di polizia giudiziaria o che si invii sul territorio una task force di uomini delle forze dell'ordine, concentrati esclusivamente su questo fenomeno oltre a uno snellimento delle procedure per la bonifica dei siti inquinati con un'azione congiunta tra vari livelli. La recrudescenza del fenomeno dei roghi tossici appiccati ad ogni ora del giorno e della notte nell'area agro-aversana, in provincia di Caserta, ai confini dell'area metropolitana a Nord di Napoli, esige risposte immediate e definitive da parte del governo. I sindaci di questo ampio comprensorio - dichiara Rostan - sono stati lasciati soli e disarmati contro l'avanzata criminale che sottende a questi fenomeni. Le loro proposte sono rimaste inascoltate con il risultato che ben 19 primi cittadini, lo scorso 11 novembre, si sono rifiutati di sottoscrivere il nuovo protocollo".

A rifiutarsi di firmare il protocollo erano stati i sindaci Alfonso Golia (Aversa), Nicola Affinito (Carinaro), Renato Natale (Casal di Principe), Francesco Luongo (Casaluce), Marcello De Rosa (Casapesenna), Vincenzo Guida (Cesa), Lucio Santarpia (Frignano), Vincenzo Santagata (Gricignano di Aversa), Nicola Esposito (Lusciano), Vincenzo Gaudino (Orta di Atella), Gino Pellegrino (Parete), Vincenzo Caterino (San Cipriano di Aversa), Anacleto Colombiano (San Marcellino), Ernesto Di Mattia (Sant'Arpino), Salvatore Papa (Succivo), Tommaso Barbato (Teverola), Michele Apicella (Trentola Ducenta), Luigi Della Corte (Villa di Briano) e Valerio Di Fraia (Villa Literno). "Da tempo le istanze dei sindaci della zona sono rimaste inascoltate", avevano esposto i primi cittadini in un documento in cui veniva motivato il "gran rifiuto" al protocollo. 

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